RACCOLTA GUATELLI

LocalitÓ
COLLECCHIO
Frazione Ozzano Taro
Via Nazionale, 130
Tel. +39 0521 333601 / + 39 0521/309737
Fax +39 0521 332098



ORARIO:

Da lunedý a sabato: solo su prenotazione (tel. 0525.2599 c/o Ufficio IAT di Fornovo T.)
Domenica e festivi: dalle 10 alle 12 (ultimo ingresso) e dalle 15 alle 18 (ultimo ingresso)

Luglio e Agosto:
Da lunedý a sabato: solo su prenotazione (tel. 0525.2599 c/o Ufficio IAT di Fornovo T.)
Domenica e festivi: dalle 16 alle 19 (ultimo ingresso)

VISITE:
Le visite al museo e alla casa museo hanno scadenza oraria.
Per le visite di gruppo è sempre necessaria la prenotazione.
Tutte le visite sono guidate.
Dal martedì al venerdì: visite per gruppi solo su prenotazione

BIGLIETTI:
Biglietto intero Euro 5,00
ridotto famiglia: n.1 biglietto intero Euro 5,00; restanti Euro 3,00;
ridotto scolastico: Euro 3,00 (gratuito per gli insegnanti accompagnatori)
ridotto "Amici del Museo": Euro 2,00
gratuito: bambini fino a 6 anni, per le scuole di Collecchio, Fornovo, Sala Baganza, soci ICOM, portatori di handicap e loro accompagnatori

SERVIZI:
I servizi di accoglienza e le visite guidate all'interno del Museo sono gestite dell'Associazione Amici di Ettore Guatelli e del Museo, cui la Fondazione ha affidato di recente il compito di curare i servizi di apertura del museo.

Per le prenotazioni, contattare: Donatella Canali, Proloco di Fornovo (solo mattina), tel. 0525-2599

Raccola Guatelli è un museo demoetnoantropologico del Novecento.

Tra le tante definizioni che usava per descrivere la raccolta a lui intitolata, Ettore Guatelli ricorreva spesso a quella di “museo dell’ovvio” oppure di “museo del quotidiano”.

Gli oggetti che recuperava ed esponeva non erano infatti pezzi rari o preziosi come quelli di molti musei tradizionali, ma erano cose d’uso comune, che ancora oggi conservano l’impronta di chi, usandole quotidianamente, le ha consumate fino al punto di farle diventare parte di sé.
Martelli, pinze, pale, forbici, botti, pestarole rivestono le pareti seguendo semplici motivi geometrici, riempiono i mobili e le mensole di questo museo, creando un effetto scenografico carico di suggestioni visive e capace di evocare, attraverso un linguaggio museografico inedito e svincolato da intenti realistici, gesti quotidiani di vita contadina.

Le cose custodite nel museo Guatelli testimoniano infatti la storia comune di uomini e donne “dell’età del pane”, quando il lavoro nei campi sostanziava di sé il profondo legame dell’uomo con la vita. Nello stesso tempo esse ci consentono di ricostruire l’immaginario di chi, profondamente radicato nelle tradizioni della propria terra, poteva scorgere in una testa di leopardo o in una conchiglia – anch’esse conservate nel museo – un mondo esotico lontano di cui spesso aveva soltanto sentito favoleggiare.

Il lavoro sotteso alla ricerca e alla raccolta degli oggetti era quindi finalizzato al recupero di “beni immateriali”, trasmessi soprattutto attraverso il racconto di chi aveva posseduto queste cose. Preservando oggetti del mondo contadino pre-industriale e artigianale che stava scomparendo, e raccogliendo le testimonianze ad essi legate, Guatelli è riuscito a custodire antichi saperi e modi di vivere fino a quel momento affidati soltanto alla trasmissione orale.
Guatelli ha quindi saputo riproporre l’eredità culturale del proprio gruppo sociale con lo stesso linguaggio di chi gliela aveva, ad ogni racconto, consegnata.

La Fondazione e l’Associazione degli Amici di Ettore Guatelli intendono mantenere in vita lo spirito di questa operazione culturale facendo sì che gli oggetti del museo siano ancora capaci di raccontare l’incessante ripetersi di tante storie quotidiane.

 


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