Museo Diocesiano di Genova

Località
GENOVA
Via T. Reggio 21
TEL. +39 010 2541250 (Biglietteria) - TEL. e FAX. +39 010 2532408 (Direzione)
e-mail: museodiocesano@fastwebnet.it



Orari:
da martedì a domenica 15.00-19.00
martedì e sabato anche 10.00-13.00
lunedì chiuso

Ingresso Chiostro e Museo:
€ 5.50 intero
€ 4.50 ridotto studenti universitari, religiosi ed ultrasessantenni
€ 3.50 gruppi superiori a 10 unità
€ 10.50 (nuclei familiari)

Ingresso Chiostro:
€ 2.00 a persona per singoli

Riduzioni:
Biglietto cumulativo con il Museo del Tesoro della Cattedrale di S. Lorenzo € 8.00 intero

A due passi dalla Cattedrale e ospitato nel suo primitivo chiostro, Il Museo Diocesano offre l'occasione per un approfondimento nella conoscenza della città, attraverso la riscoperta di opere che documentano le vicende della Chiesa genovese. Reperti archeologici a partire dall'epoca romana e materiali lapidei, raccolti nei suggestivi ambienti sotterranei, illustrano la storia più remota del sito. I luminosi "fondi oro" di Barnaba da Modena esemplificano la pittura in Liguria nei secoli XIV e XV, mentre la scultura coeva è rappresentata dall'eccezionale monumento funerario del cardinale Luca Fieschi, opera di una bottega pisana attiva intorno alla metà del Trecento. Lo splendido Polittico di San Lazzaro di Pietro Francesco Sacchi, il dossale con le Storie del Battista dipinto da Teramo Piaggio e Andrea Semino, la Pietà con San Giovanni Battista e San Nicola da Tolentino di Agostino Bombelli documentano, assieme ad altre opere, l'evoluzione della cultura figurativa a Genova nella prima metà del Cinquecento. L'aggiornamento della cultura artistica locale è attestato dalla presenza di autori di ambito raffaellesco - Perin del Vaga, Madonna in trono con Bambino e Santi, Gerolamo Siciolante da Sermoneta, Sacra Famiglia con San Giovannino - e da opere di Luca Cambiaso, tra le quali emerge un intensa Crocifissione. Nella sezione dedicata ai tessili sono esposti, a rotazione, significativi esempi di quella produzione che rese Genova famosa in tutta Europa. Di straordinario fascino, in particolare, un paliotto ricamato con il Compianto sul Cristo Morto, realizzato da un ignoto ricamatore fiammingo verso il 1515. Accanto ai paramenti, nella sezione dedicata alle argenterie di uso liturgica, sono raccolte splendide testimonianze di un altra produzione genovese assai ricercata tra la seconda metà del Cinquecento e i primi decenni del Seicento Notevole e il Repositorio in argento sbalzato, cesellato e parzialmente dorato, offerto nel 1615 alla chiesa di San Siro da Placidia Doria, nipote del grande Ammiraglio, il cui ritratto campeggia sulla fascia basamentale accanto a quello della donatrice. Al primo piano, nelle due sale alle cui pareti si conservano brani di interessanti affreschi medievali, spiccano l'Archetta - reliquario della mano di Santo Stefano in argento sbalzato e parzialmente dorato (secc. XII e XV) con custodia in legno dipinto (sec XIII) e la serie di bacilli di manifattura tedesca in ottone sbalzato, cesellato e punzonato (secc. XV e XVI). Una sezione dedicata all'esposizione di arredi, paramenti e suppellettili, presentati con un allestimento scenografico che rievoca la suggestione di un apparato d'altare barocco e la coreografia di una processione. La Madonna di Loreto di Domenico Fiasella e le imponenti tele di Gregorio De Ferrari, Transito di Santa Scolastica e Tobia Seppellisce i morti, costituiscono, infine, magnifici esempi della grande stagione artistica genovese. Un ricchissimo patrimonio di opere d'arte che attesta la profonda tradizione cristiana e i fasti di una Repubblica che, nel 1637, aveva voluto incoronare la Vergine Maria " Regina della Città".


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