CASTELLO D'ALBERTIS - MUSEO DELLE CULTURE DEL MONDO

LocalitÓ
GENOVA
Corso Dogali, 18
tel. +39 010 2723820 / +39 010 2723464
fax +39 010 2721456



ORARIO:
Ottobre - Marzo: Mar-Dom Ore 10-17
Aprile-Settembre: Mar-Ven Ore 10-18; Sab e Dom Ore 10-20

Sabato 16, Domenica 17 luglio, Sabato 27 agosto, Sabato 3 e 10 settembre 2005 il museo chiuderà alle ore 18 anzichè alle ore 20

BIGLIETTI:
individuale adulti: € 6
bambini 4-12 anni: € 5
bambini 0-3 anni: gratuito
gruppi (1 gratuità ogni 25 paganti): € 5
scuole (min. 15 ragazzi, 2 accompagnatori gratuiti): € 3,50
tessera famigliare per n° 10 ingressi: € 30,00
socio “Amici del Castello D’Albertis”: € 3,50

Nel castello in stile neogotico, che domina la città di Genova, sono esposte le collezioni etnografiche, archeologiche e marinaresche raccolte dal capitano D'Albertis durante i suoi viaggi in America, Africa, Oceania ed Asia. Il complesso museale, ospita inoltre la collezione etnografica del cugino Luigi Maria e le collezioni delle Missioni Cattoliche Americane (manufatti, reperti archeologici, oggetti utilitari e rituali, materiale fittile e tessile).

Il Castello D'Albertis domina la città di Genova affacciandosi sul porto dalla collina di Montegalletto. Ideato dal Capitano Enrico Alberto D'Albertis con il gusto del collage architettonico e del revival neogotico, è stato eretto su resti di fortificazioni cinquecentesche e tardomedievali tra il 1886 e il 1892 con la supervisione di Alfredo D'Andrade.
Alla sua morte (1932) il capitano dona il castello e le sue collezioni alla città di Genova, restituendole non solo la dimora da lui stesso fantasiosamente arricchita di rimandi esotici, neogotici ed ispano-moreschi, ma anche un pezzo della storia di Genova: un bastione della cinta muraria cinquecentesca contenente i resti basamentali di una torre della precedente cinta medievale, su cui poggia la costruzione del castello stesso.

La dimora del Capitano D’Albertis diventa il punto di partenza per un viaggio che conduce, attraverso la Sala Nautica, il Salotto Turco, la Sala Colombiana e la Sala Gotica, ai popoli dei cinque continenti in uno spazio rinnovato con più voci, più suoni, più prospettive per narrare le storie dietro agli oggetti, per ascoltare altri mondi. All’interno, il Museo delle Musiche dei Popoli, curato da Echo Art.

 


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