Museo Di Simbologia Massonica

Località
FIRENZE
Via dell'Orto 7
Tel. (+39) 055 22.01.66





L'inaugurazione del Museo è avvenuta Giovedì 1° marzo alle 16:00 in via dell'Orto 7.
E' stato presentato un annullo filatelico, primo giorno di emissione, e tre cartoline postali che riproducono Brevetti e Certificati di Logge Italiane del 1860. E' stato presentato il primo calendario a tiratura numerata.
Il 10 marzo il Museo ha organizzato alle 15,30 nella Sala Ex Leopoldine, in Piazza Tasso 7, un convegno sul Diritto Umanitario e la nascita delle Compagnie di Assistenza dopo l’ Unità d’ Italia.

Info Museo: via dell'Orto 7, tel. 055 22.01.66.
Orario di apertura dal lunedì/ venerdì' dalle 15 alle 19,30. Sabato/domenica apertura 10-13; 15-19,30
Sito Internet: www.musma.firenze.it
Direttore: Cristiano Franceschini. +39 338 9324556 c.franceschini.sas@hotmail.com

C'è anche la scheda di iscrizione dell'attore americano John Wayne nel primo museo italiano di simbologia massonica che aprirà domani, giovedì1 marzo, in via dell'Orto 7, nel cuore di San Frediano, accanto alla Cappella Brancacci. La scheda di John Wayne, interprete preferito dal regista John Ford, è stata firmata il 24 giugno 1970.
La domanda venne presentata e accettata nella loggia numero 56 di Phoenix, capitale dell'Arizona. L'attore fornì le generalità dei genitori, quelle della moglie, dei figli e rispose a domande sul suo stato di salute. In quell'anno, il 1970, John Wayne, fratello di sangue di molte tribù indiane, chiamato "Grande soldato" dai Navajos, raggiunse il culmine della popolarità vincendo l'unico Premio Oscar della sua carriera con "Il Grinta".
Accanto a questo eroe di celluloide - che sulla diligenza di Ombre Rosse ci ha portato lungo i Sentieri Selvaggi, a Forte Apache e ad Alamo e ci ha fatto divertire con Un uomo tranquillo - ci sono le foto dei veri leggendari protagonisti dell'epopea western: David Crockett, Buffalo Bill, Samuel Colt, inventore della pistola a tamburo, il generale Grant e il generale Custer. C'è anche la foto di Kit Carson, non il compagno di Tex Willer, ma il vero uomo della Frontiera: esploratore, cacciatore, guida, agente indiano che si rifiutò di uccidere gli uomini e di catturare le donne. Facevano parte delle prime logge massoniche americane. Quella del Minnesota, per esempio, - il cui stendardo è conservato nel Museo - si chiamava Ordine degli Uomini Rossi ed era nato per tutelare proprio gli indiani. Non a caso sullo stendardo rosso, conservato qui al Museo, è raffigurato un pellerossa a cavallo.
La massoneria negli Stati Uniti ha continuato ad avere una grande tradizione e un enorme seguito. Sulla banconota da un dollaro da un lato c'è l'immagine del Presidente americano George Washington e dall'altro c'è il "Gran Sigillo" simbolo della massoneria. E' una piramide tronca, in cima alla quale c'è l'occhio di Dio che tutto vede.
Quel biglietto verde è pieno di numeri e di simboli. Contiene anche un voluto errore di ortografia. Vi è scritto: "Novus ordo seclorum" invece di "Novus ordo secolorum". Lo sbaglio serve a sottolineare che la frase è composta da 17 lettere, anziché 18 che rappresenta il Perfetto Ordine Celeste.
Questo è il primo Museo italiano di Simbologia Massonica. Custodisce oltre diecimila oggetti provenienti da tutto il mondo. Sono abiti, grembiuli, fasce, bicchieri, bottiglie, porcellane, spille, cravatte, timbri, foto, manifesti, documenti, libri, diari, schede di iscrizione, diapositive in vetro, lanterne magiche. L'oggetto più vecchio è un grembiule francese, simbolo principe del lavoro del massone, che risale alla fine del 1700, fu sepolto durante la seconda guerra mondiale per nasconderlo ai nazifascisti.
Il nucleo principale è stato raccolto negli Stati Uniti, Canada, Messico, Cile, Cuba, Sud Africa, Francia, Inghilterra, Scozia, Irlanda e , naturalmente, in Italia.
Il Museo, infatti, nasce a poche centinaia di metri da via Maggio dove nel 1731, ad opera di un gruppo di inglesi che si era stabilito a Firenze, venne formata la prima loggia massonica italiana che si riuniva in una taverna-albergo. I locali di quella prima loggia italiana, passata alla storia come “ La Loggia degli inglesi” , costruita con travi di abete rosso della foresta di Vallombrosa, non sono stati ancora individuati esattamente.
Al pian terreno del Museo della Simbologia Massonica ci sono immagini e documenti di scrittori, poeti, musicisti, pittori, politici, eroi che hanno combattuto per il proprio paese: dagli artefici della rivoluzione francese ai leggendari pionieri del West, dai protagonisti del nostro Risorgimento fino ai famosi attori del cinema.
Al piano superiore sono stati ricostruiti nei minimi dettagli il Gabinetto di Riflessione, luogo dove si inizia a compiere i primi passi, ed una loggia capace di ospitare una quindicina di fratelli.
Il Museo conserva una parte documentaria, costituita da periodici, brevetti e certificati rituali di vari ordini e gradi, filmati e libri in varie lingue, che resta a disposizione degli studiosi.



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