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Curiosità e prodotti tipici Curiosità e prodotti tipici

Frutta e Verdura


Gli orti abruzzesi offrono al mercato alcuni incontestabili gioielli. Per averne un'idea basta andare al mercato di Sulmona nel mese di luglio, quando le bancarelle esplodono delle caratteristiche trecce del celebre aglio rosso che cresce così rigoglioso, profumato e ricco soltanto qui. Oppure nella zona di Santo Stefano di Sessanio, dove nascono lenticchie di qualità superba, tali da competere con quelle umbre di Castelluccio. C'è poi la ricchezza offerta dalla piana bonificata del Fucino, dalle colline attorno a Chieti. Ovunque, dove non sono vigneti e olivi, sono orti e frutteti, tanto più pregiati quelli affacciati verso l'Adriatico, che respirano la brezza marina. Un accenno va fatto alla frutta: accanto a discrete produzioni di ciliegie, pesche, pere e mele, va segnalata un'imponente e qualificata produzione di uva da tavola, "regina di Ortona", "cardinal" e "Italia".


AGLIO ROSSO DI SULMONA

È una celebratissima qualità di aglio che viene coltivata tra le colline attorno ai paesi di Torre di Nolfi e Campo di Fano, a pochi chilometri da Sulmona. Si tratta di un aglio veramente unico, che non ha riscontro nelle altre due qualità, rosa e bianco, solitamente coltivate in Italia. La pelle esterna infatti è bianca, ma quella interna che avvolge gli spicchi è rosso porpora. Piantato a novembre, viene raccolto a luglio. Che si tratti di un prodotto particolare lo dimostra il fatto che un terreno, dopo essere stato coltivato ad aglio, ha bisogno di quattro o cinque anni di riposo prima di riaccoglierlo. A patto che, nelle stagioni intermedie, siano stati coltivati grano, orzo e avena, e non, per esempio, erba medica, fave, cipolle e porri. È, insomma, una pianta che ha precise esigenze.
Nelle zone d'origine, in piena estate, si celebra addirittura una festa in onore dell'aglio rosso sulmonese, con bancarelle che espongono trecce e ghirlande, mentre nelle trattorie si preparano piatti in cui l'aglio è protagonista.


LENTICCHIE DI SANTO STEFANO

Santo Stefano di Sessanio è un borgo di minime dimensioni della provincia aquilana, meritevole di ricordo e di visita per aver conservato la struttura medievale oltre che l'arredo di bifore e di loggiati del XVI secolo, quando passò in proprietà dei Medici di Firenze (lo stemma dei quali è ancora visibile sull'arco che immette nella piazza municipale).
Per i buongustai, Santo Stefano di Sessanio è notevole come luogo di produzione delle migliori lenticchie d'Abruzzo: piccole, nere, contengono ferro in proporzione più significativa delle lenticchie prodotte altrove e, particolare non irrilevante, hanno il pregio di essere di rapidissima cottura.
Cucinate in umido come contorno a vari piatti, le lenticchie di Santo Stefano diventano protagoniste assolute di una zuppa particolare, e di semplicissima preparazione, che si fa all'Aquila: le lenticchie, ammorbidite in acqua per una notte, vengono bollite in acqua e olio con uno spicchio d'aglio fino a formare una zuppa che viene versata nei piatti su crostini di pane tostati in forno o fritti nell'olio.


VERDURE DEL FUCINO E DEL TEATINO

Il repertorio dei prodotti della terra che danno orgoglio alla regione è davvero esteso.
Durante un viaggio nella zona vanno ricordate le qualificate produzioni orticole del Fucino, anzitutto le carote, poi i finocchi, le patate, il radicchio prodotti nella zona acquitrinosa che venne bonificata dai prìncipi Torlonia. A Raiano, nei pressi di Sulmona, e a Giuliano Teatino, vicino a Chieti, sono famose le ciliegie; a Cupello, presso Vasto, i carciofi, mentre nella zona tra Ortona a Mare e Tollo si produce una superba uva da tavola esportata in tutta Europa.

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