Liquori e Distillati


Si dice che la fortuna del «centerbe» di Tocco da Casauria nascesse nel 1884 dall'epidemia di colera che colpì Napoli e il reame: corre voce che il liquore abruzzese, tra i più vigorosi per contenuto d'alcol, fosse in grado di prevenire il contagio e la diffusione del prodotto superò ogni pronostico. La fondatezza di quell'opinione è gravemente dubbia, ma rimane intatta la reputazione del centerbe, l'unico superalcolico che meriti davvero questa etichetta: la versione più nota arriva a settanta gradi.
Altrettanto salda è la reputazione dell'«aurum», distillato di vini pregiati accoppiato a un distillato d'agrumi: il nome fu proposto nel lontano 1925 da Gabriele D'Annunzio, sensibilissimo alle urgenze della pubblicità oltre che al richiamo delle muse.
Appartengono al patrimonio della regione anche il «punch», che viene, nonostante il nome anglosassone, dalla Valle del Sangro, l'«aqua Sancta Maria», prodotta appunto a Villa Santa Maria (il "paese dei cuochi"), il consimile «doppio arancio» di Giulianova, i molti amari che con varie etichette contribuiscono al piacere della tavola.