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Curiosità e prodotti tipici Curiosità e prodotti tipici

Vini dell' Emilia


BIANCO DI SCANDIANO

Il poeta Matteo Maria Boiardo, durante la sua carica di capitano ducale di Modena e successivamente di Reggio Emilia, sentiva spesso il bisogno di abbandonare le cure del governo per ritirarsi nel suo castello - l'attuale Rocca di Scandiano - sulle colline reggiane. Per raggiungerlo, sia da Fogliano, sia da Casalgrande, attraversava filari di vigneti di uva bianca, la stessa che oggi viene utilizzata per produrre il rinomato Bianco di Scandiano. Lo produceva nelle sue tenute e ne inviava al suo signore a Ferrara; pare che con lo stesso bianco non poche volte si consolasse della cocente delusione d'amore causatagli da Antonia Caprara.
Il bianco, tipo frizzante, (dolce, amabile o secco), presenta un colore paglierino più o meno carico, odore caratteristico, gradevolmente aromatico, sapore dolce, amabile, o secco a seconda della tipologia, sapido, fresco, armonico, di giusto corpo e una gradazione minima di 10,5.
Il tipo spumante (semi-secco, secco o brut) presenta spuma fine persistente, colore paglierino più o meno carico, odore gradevole, caratteristico, leggermente aromatico; sapore caratteristico semi-secco, secco, brut, sapido, fresco, aromatico, di giusto corpo e un minimo di 11°.


COLLI BOLOGNESI

Questa denominazione si riferisce ad un gruppo di dodici tipologie di vini DOC prodotti in una zona collinare che ha come punto di riferimento enologico Monte San Pietro. La superficie viticola, di forma quadrata, è inscritta tra Bazzano e Idice come confine settentrionale, e Savazza e Monte Ombraro nella zona meridionale, avendo come centro geografico Sasso Marconi.
Si tratta di zona vitivinicola di un certo interesse e ricca di storia, che però ha cominciato a specializzarsi nella produzione di vini di alto pregio solo da qualche decennio. Allo scopo di indirizzarne e tutelarne la produzione, operano due consorzi di tutela.
La zona di produzione delle uve dei vini Colli Bolognesi comprende comuni della provincia di Bologna e di Modena.
Nei tipi rossi sono state riconosciute sei tipologie di Barbera con caratteristiche comuni nel colore rosso carico tendente al violaceo e nell'odore, che è vinoso caratteristico nei tipi Barbera, Colline di Riosto, Colline Marconiane, Monte San Pietro, Terre di Montebudello «riserva», Serravalle, con gradazioni minime sui 12. Nel sapore, però, si diversificano, riflettendo le caratteristiche ambientali: armonico, asciutto o amabile, gradevolmente frizzante nel titolo specifico nel «Barbera»; secco, asciutto, armonico, giustamente tannico nel «Colline di Riosto»; armonico, asciutto nel «Colline Marconiane»; secco asciutto, armonico, pieno e morbido nel «Monte San Pietro»; armonico, maturo nel riserva«Terre di Montebudello»; armonico, asciutto, secco, tranquillo nel «Serravalle». Con due sole tipologie è il Merlot che nel colore è rosso con riflessi violacei, ha odore caratteristico erbaceo, accompagnato da sapore asciutto o leggermente amabile, armonico e 11 è il suo grado minimo. Dello stesso odore è il Merlot Zola Predosa, con colore rosso rubino, sapore asciutto, armonico, morbido e 12° di minimo.
Con otto tipologie è il Cabernet sauvignon che presentano caratteristiche comuni con sfumature diverse provenendo da delimitate zone di produzione: colore rosso tendente al granato con l'invecchiamento, odore vinoso caratteristico nei tipi omonimi, Monte San Pietro, Colline di Oliveto, e Serravalle; rosso tendente al granato nel tipo riserva Terre di Montebudello; rosso rubino nel Zola Predosa e più intenso nel Colline Marconiane e rosso rubino con leggera tendenza al granato con l'invecchiamento, mentre il Colline di Riosto presenta colore rubino con leggera tendenza al granato con l'invecchiamento, e nell'odore è vinoso, con profumo caratteristico leggermente erbaceo.
Nel sapore sono piuttosto simili, hanno cioè sapore secco, morbido, pieno, armonico, tranquillo; il loro grado minimo va dai 12 ai 12,5.
Nelle stesse zone trovano un ottimo habitat di coltivazione i vitigni bianchi.
Sono riconosciuti ed inseriti nell'élite dei vini di alto pregio nove tipologie di Sauvignon; questo si presenta con colore paglierino, più o meno carico, odore delicato, leggermente aromatico, caratteristico; nel sapore è asciutto o abboccato, di corpo fresco, armonico, gradevolmente frizzante nel tipo specifico e con 11 di grado minimo. Nel tipo «superiore» il grado minimo è 12, come lo è di tutti gli altri prodotti nelle altre località, da cui prendono il nome: Colline di Riosto, Colline Marconiane, Monte San Pietro, Colline di Uliveto, Terre di Montebudello, Serravalle, e di 11,5 per il Zola Predosa. Hanno tutti odore leggermente aromatico, sapore asciutto e con altre sfumature che variano fra loro.
Sono prodotte le versioni «frizzante» e «spumante» per alcuni tipi, mentre un cenno particolare meritano i tipi Passito Colline di Uliveto e Passito Colline Marconiane, dalle stesse caratteristiche; nel colore sono giallo dorato tendente all'ambrato, l'odore è delicatamente profumato, accompagnato da sapore gradevole amabile o dolce, caldo, brioso, ed il grado totale minimo è 15.
Meno diffuso è invece il Pinot bianco che ha colore paglierino più o meno carico, a volte con riflessi verdognoli, odore delicato, caratteristico, accompagnato da sapore asciutto ed abboccato, armonico, gradevolmente frizzante e 11 è il suo grado minimo, mentre il tipo spumante è di soli 11°; con spuma vivace, fine, persistente, giallo chiaro nel colore, delicato nell'odore, caratteristico, leggermente aromatico, accompagnato da sapore asciutto, o leggermente amabile, caratteristico, armonico.
Lo Chardonnay nel colore è paglierino più o meno carico, nell'odore è delicato, fruttato, caratteristico, accompagnato da sapore asciutto o abboccato, armonico, gradevolmente frizzante, e 11 è il suo grado minimo. Dello stesso grado è la versione spumante, con spuma vivace, fine e persistente, colore paglierino chiaro, odore delicato, caratteristico, sapore asciutto o amabile, tipico, armonico.
Identiche caratteristiche sono presenti nella versione «spumante» delle Colline di Oliveto.
Altre due tipologie di vini bianchi sono il Zola Predosa, di colore giallo paglierino, odore tipico, delicato, sapore asciutto o abboccato, armonico e 11,5 di grado minimo, e il bianco, che nel colore è paglierino più o meno carico. Nell'odore è vinoso, caratteristico, tipico, accompagnato da sapore asciutto o abboccato, sapido, armonico, gradevolmente frizzante; 10,5 è il suo grado minimo.
Il Colli Bolognesi Classico-Pignoletto, ha colore paglierino chiaro, con riflessi verdognoli, odore delicato; nel sapore è tranquillo, fine; il suo minimo è 12°.
Sono pure prodotte le tipologie Riesling italico, Sauvignon nelle varie zone citate nelle versioni frizzante, spumante, ecc.


COLLI DI PARMA

Parma è il principale centro della zona di produzione dei vini Colli di Parma da cui appunto essi traggono il nome.
Per tre secoli Parma fu sede di un ducato indipendente, prima con i Farnese, poi con i Borboni e Maria Luigia d'Asburgo; nella città si respira ancora l'aria di una piccola capitale, cui Francia e Austria hanno conferito una particolare importanza europea.
Ricca di architetture romaniche fra le più belle d'Italia, quali il Duomo e il Battistero, sede di istituzioni culturali di alto livello, quali l'Università e la Galleria Nazionale, Parma, che vantò a suo tempo una sua grande scuola pittorica, ancora oggi si presenta come capitale di un'altra arte, il "bel canto", il cui tempio è lo storico Teatro Regio.
La denominazione Colli di Parma è riservata a quattro tipi di vini, prodotti in quattordici comuni della provincia di Parma.
Il tipo rosso è di colore rosso rubino, ha odore vinoso con profumo caratteristico, sapore secco, sapido, armonico, leggermente frizzante e una gradazione minima di 11°.
Il Malvasia secco ha colore giallo paglierino più o meno carico e profumo gradevole, aromatico, caratteristico; nel sapore è asciutto, armonico, caratteristico, tranquillo o frizzante e il grado alcolico minimo è 10,5. Dalle stesse caratteristiche è la versione «spumante». Pure dello stesso colore è il tipo «amabile», che all'olfatto ha profumo gradevole, molto aromatico, caratteristico, nel sapore è fruttato, più o meno dolce, armonico, caratteristico, naturalmente frizzante ed ha stessa gradazione minima. Con le stesse caratteristiche è la tipologia «spumante».
Giallo paglierino è il Sauvignon, dall'odore delicato, raffinato, aromatico, caratteristico, accompagnato da sapore asciutto, di corpo, con retrogusto amarognolo, fresco, armonico, a volte frizzante e 11,5 di grado minimo. Con spuma fine, persistente e con le stesse caratteristiche del precedente è la versione «spumante».


COLLI PIACENTINI

Pur essendo la produzione dei vini Colli Piacentini estesa a tutta la provincia di Piacenza, il suo centro più significativo è Castell'Arquato, comune ricco di storia.
Sito sulle prime pendici dell'Appennino piacentino, su un colle ricco di conchiglie fossili, a guardia dello sbocco della Val d'Arda, era già stato castrum romano, possesso dei vescovi di Piacenza, poi libero comune nel XIII secolo e, quindi, feudo dei Visconti e degli Sforza.
I vini prodotti nella vasta zona prevalentemente collinare erano già nel passato assai apprezzati, lo sono maggiormente tuttora con l'applicazione dei nuovi sistemi di coltivazione della vite, e della tecnologia avanzata odierna dell'enologia.
Con la denominazione Colli Piacentini vengono prodotte ventidue tipologie di vini, di cui dodici bianchi, dal colore paglierino, con sfumatura: «dorato» (Val d'Arda, Malvasia passito, Vin santo), o «chiaro» (Val Nure, Malvasia), o «tendente al verdognolo» (Ortrugo, Chardonnay), o «anche intenso» (Sauvignon), ecc. Il loro minimo è 11°, a eccezione del Malvasia (10,5°), del Malvasia passito (14°), del Vin santo (16°), e del Vin santo di Vigoleno (18°).
Il Monterosso Val d'Arda ha odore delicato, caratteristico, nel sapore è secco o abboccato o amabile, fine e sottile di corpo, tranquillo o vivace. Vinoso e gradevole è l'odore del Trebbianino Val Trebbia che nel sapore può essere secco o abboccato, delicato, sottile, tranquillo o vivace.
È invece gradevole, aromatico e caratteristico l'odore del Val Nure, che al sapore è secco oppure abboccato o amabile, ma fresco, gradevole, tranquillo o vivace. Il Malvasia ha aroma caratteristico, anche intenso, accompagnato da sapore secco o abboccato o amabile o anche dolce, fresco, tranquillo o vivace. Il tipo passito ha odore intenso, aromatico caratteristico, accompagnato da sapore dolce, morbido, armonico, intenso, aromatico, tranquillo.
Dall'odore delicato, caratteristico è l'Ortrugo, che nel sapore è secco o abboccato, retrogusto amarognolo, tranquillo o vivace. Dal colore bianco paglierino e ramato è il Pinot grigio, che nell'odore è caratteristico, accompagnato da sapore secco o abboccato, fresco, fine, molto gradevole, tranquillo o vivace. Ha caratteri diversi il Pinot spumante bianco o rosato; la spuma è fine e persistente; il colore è paglierino più o meno intenso o rosato; l'odore è caratteristico, delicato, fine; il sapore: da extra brut a brut, sapido e secco. Ha pure odore delicato e caratteristico il Sauvignon, che nel sapore è secco o abboccato, armonico, fine, tranquillo o vivace. Nell'odore è gradevole, fine, fruttato lo Chardonnay, al sapore è pure secco o abboccato, armonico, fresco, tranquillo o vivace.
Con caratteri nettamente diversi sono i due tipi Vin santo: odore intenso, aromatico, caratteristico, etereo, e sapore secco o dolce, morbido, armonico, intenso, aromatico, tranquillo. Quello di Vigoleno ha colore dorato o ambrato più o meno intenso, pure intenso l'odore, aromatico, caratteristico; nel sapore è dolce, armonico, pieno, corposo, vellutato.
I Colli piacentini rossi presentano un minimo di 11,5°; fanno eccezione il Gutturnio e nei tipi classico, superiore e Cabernet sauvignon (12°), il Gutturnio superiore (12,5°), il novello (11°). Nel colore prevale il rosso rubino, con sfumature: «talvolta granato» il Cabernet sauvignon, il Gutturnio riserva, e «a volte intenso» il Bonarda, o «più o meno intenso o rosato» il Pinot nero.
Un particolare cenno merita il Gutturnio, il cui nome risale all'epoca romana, però il significato della parola è diversamente interpretato: c'è chi dice che nel corso dei festini fosse consumato con parsimonia, cioè «gutta per gutta» (goccia per goccia), altri invece asseriscono che durante i banchetti il vino veniva servito e consumato in apposito boccale a grande coppa, detto gutturnium, ritrovato in vari scavi archeologici.
Il Gutturnio e la tipologia «classico», hanno odore vinoso, caratteristico, accompagnato da sapore secco o abboccato, fresco, giovane, tranquillo o vivace. Leggermente vinoso è l'odore del vino «superiore» che nel sapore, però, è secco, tranquillo, fine, di corpo, analogo a quello del «riserva», dall'odore gradevole. Caratteristico e vinoso è l'odore del Barbera, che nel sapore è secco o abboccato, sapido, leggermente tannico, tranquillo o vivace.
Pure caratteristico ma gradevole è l'odore del Bonarda, che al sapore è secco o abboccato o amabile o dolce, leggermente tannico, fresco, tranquillo o vivace. Il tipo spumante ha spuma fine e persistente, odore caratteristico, fruttato, vinoso, accompagnato da sapore dolce, armonico, morbido, vellutato. Dall'odore caratteristico è il Pinot nero, che al sapore è secco o abboccato, sapido, gradevole, tranquillo, talvolta vivace. Ha odore leggermente erbaceo, gradevole, caratteristico il Cabernet sauvignon, che al sapore è secco o abboccato, lievemente tannico, tranquillo.
Pure caratteristico, ma vinoso e fruttato è l'odore del novello, che nel sapore è secco o abboccato, acidulo fragrante e fruttato, tranquillo, talvolta vivace.


I LAMBRUSCHI

Il termine «lambrusco», di origini molto antiche e, fin dall'epoca romana, indicava le viti che nascono spontaneamente nei boschi dell'Appennino romagnolo.
Catone ne parla nel De Agricoltura e Varrone nel Del Re Rustica. Olino il Vecchio scrive a lungo sulle qualità taumaturgiche dell'Emantino, cioè vino lambrusco con fiori di vite selvatica.
Dalla fine del Trecento fino all'inizio del Cinquecento si incomincia ad usare il termine «lambrusca» per indicare non più la vite selvatica, ma un determinato tipo di vitigno. Nel trattato Economia del cittadino in villa (1644), Vincenzo Tanara descrive le cautele necessarie che si devono prendere per ottenere buoni vini dai vari tipi di uve di Lambrusca.
La parola «lambrusco» appare ai primi del Settecento per indicare il prodotto ottenuto dalla vite Lambrusca. Da allora la terminologia «vino lambrusco» diventa sempre più popolare, tanto che l'abate Bettinelli, nel 1750, esalta il vino lambrusco di Fabbrico in un suo famoso poemetto in cui lo paragona ai succhi dei più pregiati vini d'Europa. Già nel diciassettesimo secolo, il Lambrusco era giudicato dagli esperti un ottimo vino da pasto.
Nella zona di produzione sono riconosciute più tipologie di Lambruschi.
Il Lambrusco di Sorbara, il cui nome, secondo alcuni, deriverebbe dalla permeabilità del terreno: dal latino sorbere. Secondo il poeta modenese Luigi Bertelli, il termine verrebbe invece da un grande albero di sorbo, che cresceva accanto al campanile della chiesa del paese che dava «Sorba rara». Il modenese Agazzotti lo ha definito "il primo da pasteggiare tra i vini italiani"; "insuperabile" lo definì il Carducci. Paolo Monelli afferma che "è vino che ci vuole per la cucina modenese, che ha tra le sue glorie lo zampone, un cibo ardente, acuto e trionfante".
È prodotto in due versioni frizzanti: rosso e rosato.
Il tipo rosso frizzante si presenta con spuma vivace, evanescente, acquisita attraverso la fermentazione naturale in bottiglia o in altro recipiente chiuso. Il colore è rosso rubino o granato di varia intensità, accompagnato da gradevole profumo che ricorda quello della violetta. Nel sapore è secco o asciutto, abboccato o semisecco amabile, dolce, di corpo fresco, sapido ed armonico; il suo grado minimo è 10,5.
Dello stesso grado è il rosato frizzante, che presenta spuma vivace, evanescente, colore rosato più o meno intenso, odore gradevole, fruttato, caratteristico. Nel sapore è secco o asciutto, abboccato, o semisecco, amabile, dolce, fresco, sapido ed armonico.
Il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro, il cui nome si deve al colore vinoso del raspo e dei pedicelli; di Castelvetro perché è in questo comune che esso è maggiormente diffuso.
È prodotto nel Modenese che ha come centro il comune di Castelvetro. Nella produzione vengono distinte due tipologie: rosso e rosato.
Il rosso frizzante, commercializzato in bottiglie a tenuta di pressione, presenta una spuma vivace, evanescente, acquisita attraverso la fermentazione naturale in bottiglia o in un altro recipiente chiuso. Ha colore rosso rubino con orli violacei, l'odore è spiccatamente vinoso e particolarmente profumato. Nel sapore è secco o asciutto, abboccato o semisecco amabile, dolce, di corpo fresco, sapido, armonico, ed ha un grado minimo di 10,5.
Dello stesso grado è pure il tipo rosato frizzante: ha spuma vivace, evanescente, di colore rosato più o meno intenso, odore gradevole, fruttato e caratteristico. Il sapore è secco o asciutto, abboccato o semisecco amabile, dolce, fresco, sapido ed armonico.
Il Lambrusco Salamino di Santa Croce, deriva il proprio nome dalla frazione di Santa Croce del comune di Carpi (Modena), da dove il vitigno si è diffuso, e dalla forma del grappolo, che è cilindrico, serrato, con l'aspetto del salame.
Si produce in due tipologie: rosso e rosato frizzante. Il rosso ha spuma vivace, evanescente, colore rosso rubino di varia intensità, odore vinoso, intenso, con caratteristico profumo fruttato. Nel sapore è secco o asciutto, abboccato o semisecco, amabile, dolce, di corpo, fresco, sapido e armonico, e il suo minimo è 10,5°.
Con la stessa gradazione viene prodotto il rosato, dalla spuma vivace, evanescente, colore rosato più o meno intenso, odore gradevole, fruttato, caratteristico. È secco o asciutto nel sapore, abboccato o semisecco, amabile, dolce, fresco, sapido ed armonico.


REGGIANO

Nella denominazione Reggiano vengono incluse cinque tipologie di vini, prodotti con uve dei vitigni Lambrusco, in numerosi comuni della provincia di Reggio Emilia, città che ha un evento storico indelebile: nel Palazzo Comunale, il 7 gennaio 1797, il Congresso delle città dell'Emilia, costituita da pochi anni la Repubblica Cispadana, scelse a proprio vessillo il tricolore, divenuto poi bandiera nazionale.
Il Lambrusco presenta un colore che può variare dal rosato più o meno intenso al rosso rubino al rosso intenso, un odore gradevole, caratteristico che varia dal fruttato al floreale. Nel sapore è secco, abboccato, amabile, dolce, anche vivace, fresco, gradevole, caratteristico; 10,5° è il suo minimo.
Di caratteristiche analoghe sono il Lambrusco Salamino e il rosso, mentre il Lambrusco novello e il rosso novello hanno odore vinoso, intenso, fruttato, sapore sapido, tranquillo, anche vivace e grado minimo 11.
Il bianco spumante presenta spuma fine e persistente, colore bianco con leggera tendenza al paglierino, caratteristico, fruttato, floreale, accompagnato da sapore sapido, fresco, armonico, vellutato, morbido; il suo minimo è 11°.


RENO

Fra i numerosi comuni inclusi nella zona di produzione, desta particolare curiosità quello di Castel San Pietro Terme per la sua origine e storia. Verso la fine del XII secolo si sviluppò come castello dei bolognesi contro Imola e nel 1338 acquistò notorietà per aver ospitato l'Università di Bologna colpita da interdetto. Oggi è conosciuta per le sue acque termali.
In tali comuni la viticoltura è fiorente, e fra i vini prodotti, tre tipologie portano la denominazione Reno.
Il Montuni ha colore giallo paglierino, odore gradevole, caratteristico, vinoso, al quale si accompagna un sapore secco o abboccato o amabile o dolce, sapido, di giusto corpo, e un minimo di 10,5°.
Della stessa gradazione è il Pignoletto che nel colore è giallo paglierino carico con riflessi verdognoli, odore delicato, caratteristico. Al sapore è secco o abboccato o amabile o dolce, armonico, fine.
Pure dello stesso grado è il bianco, che nel colore è giallo paglierino più o meno intenso; l'odore è gradevole, delicato. Al sapore è secco o abboccato o amabile o dolce, sapido, armonico.

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