Cucina cucina

Curiosità e prodotti tipici Curiosità e prodotti tipici

Frutta e Verdura


Ricchissima di ortaggi che vengono cucinati alla griglia e ripieni, l'Emilia Romagna produce anche molta frutta; basterà ricordare i meloni, le angurie e le pesche famosissime. Ma i prodotti che rappresentano capitoli del tutto particolari nel panorama gastronomico regionale sono l'asparago di Altedo e le ciliegie di Vignola.
L'asparago di Altedo è il "principe verde" di Altedo, che in questa località a metà strada fra Bologna e Ferrara vanta una tradizione agricola abbastanza recente. Infatti nel 1923 alcuni agricoltori di Altedo andarono a Nantes e tornarono con precise nozioni tecniche sull'asparago e con le preziose zampe, intricato groviglio di radici della varietà "precoce di Argentuil". Solo allora iniziò la coltivazione intensiva degli asparagi e dopo la seconda guerra mondiale l'ortaggio riprese a diffondersi. Sono sorte importanti realtà cooperative per la promozione e la commercializzazione Di questo ortaggio, del quale oggi si producono circa quarantamila quintali annui. Le varietà più adatte sono la "precoce di Argentuil", "Eros", "Boomlin", "Diego". La raccolta inizia dal secondo anno e gli asparagi devono rispondere a determinate misure che li classificano in asparagina, asparago verde di Altedo e asparago extra. Sono raccolti nelle ore più fresche della giornata; vengono poi sottoposti a un rapido raffreddamento con idrorefrigerazione che consente il rallentamento del metabolismo.
L'asparago di Altedo deve essere prodotto esclusivamente su parte della provincia di Ferrara e di Bologna. Tutti gli anni a metà maggio ad Altedo si tiene la sagra dell'asparago.
L'asparago, grazie al suo sapore e al suo piacevole aspetto decorativo, si presta in cucina ad essere utilizzato sia da solo, bollito o al vapore, accompagnato da un filo d'olio d'oliva, sia come contorno ad arricchire piatti di carne e di pesce, sia infine come piatto unico condito con formaggio grattugiato e burro fuso e arricchito con l'uovo al tegamino.
Per quanto riguarda la ciliegia di Vignola dobbiamo ricordare che nella zona del Modenese e del Bolognese la coltivazione del ciliegio assunse importanza economica dal secolo scorso, sostituendo gradualmente il gelso fino a quell'epoca utilizzato come tutore della vite. Con i disastri prodotti dalla fillossera, che decimò i vigneti della zona negli anni Venti, gli agricoltori si orientarono esclusivamente verso la produzione di una coltura specializzata. Oggi è l'elemento caratterizzante dell'economia del comprensorio vignolese.
Sono denominate ciliegie di Vignola: mora, anellone, bigarreau e i vari tipi di durone nero, dell'Anella e della Marca.
Le ciliegie di Vignola sono caratterizzate da una discreta serbevolezza, buona omogeneità di colore e sapore dolce. Per la commercializzazione, che va dal 15 maggio al 20 luglio, i frutti devono avere i requisiti previsti dalle norme comuni di qualità per le categorie "extra" e "I a", cioè essere interi, puliti, sani ed esenti da malattie o difetti che pregiudichino la conservabilità. Sono vendute in confezioni sigillate, plateaux in legno o cartone e vassoi di plastica o cartone. I comuni interessati a questa produzione sono, oltre a Vignola, Bazzano, Castel d'Aiano, Castello di Serravalle, Crespellano, Monte San Pietro, Monteveglio, Savigno, Zola Predosa, Casalecchio di Reno, Sasso Marconi, Marzabotto, Vergato e Gaggio Montano.

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