L' Emilia

Un po' di storia


Il nome Aemilia, ad indicare l'VIII regione della divisione augustea dell'Italia, compare alla fine del I secolo d.C. e deriva dalla grande via omonima, la strada consolare che Marco Emilio Lepido fece costruire nel 187 a.C. e che da allora rimasta la spina dorsale del traffico della regione.
Dopo essere stata a lungo contesa tra Longobardi e Bizantini, Bologna fu donata da Pipino (715-768) alla Chiesa, donazione confermata definitivamente da Ottone IV. Durante il regno italico le sue citt passarono gradatamente dai conti ai vescovi, processo compiutosi con il X secolo in quasi tutta la regione.
Per tutta l'et comunale l'Emilia, che fu centro della lunga disputa papale e imperiale per l'eredit di Matilde di Canossa, fu teatro di lotta tra i vari comuni per i pi particolari interessi, come la disputa d'un approdo o d'un corso d'acqua, che li divisero nelle leghe anti-imperiali. Mentre Modena, Parma e Reggio si schierarono dalla parte dei ghibellini, Piacenza invece fu guelfa: ma tali posizioni erano esposte a subitanei mutamenti per il prevalere d'una fazione o lo spostarsi d'una alleanza.
Caratteristica dell'Emilia il fatto che in nessuna citt si sia formata una signoria solida e vitale, cos che la regione ha finito con l'essere divisa tra due famosissime e importanti signorie forestiere: gli Estensi a Modena e Reggio, e i Visconti a Parma e Piacenza, citt che infatti rimasero legate al ducato di Milano fino al 1521, dopo di che passarono alla Chiesa, per essere assegnate da Paolo III al figlio Pier Luigi Farnese come ducato (1545).
L'estinzione nel XVIII secolo delle famiglie dei Farnese e degli Estensi port sul trono di Parma e Piacenza il ramo cadetto dei Borboni di Spagna, mentre a Modena succedeva la dinastia d'Austria-Este. Durante l'epoca di predominio francese le due parti dell'Emilia ebbero ancora sorte diversa. I Borboni, per riguardo alla Spagna, furono rispettati fino al 1802, poi il ducato fu unito alla Francia; Modena e Reggio vissero invece la vicenda dalla Repubblica Cispadana al Regno d'Italia. Caduto Napoleone, Parma e Piacenza conobbero il mite governo di Maria Luisa d'Austria (1814-47), poi dei Borboni, mentre Modena e Reggio subivano la politica reazionaria e ambiziosa di Francesco IV d'Austria-Este (1814-46) e poi del figlio Francesco V (1846-59). Nel 1859 finalmente l'Emilia, fuggiti i duchi, si riuniva sotto la dittatura di Luigi Farini e il 18 marzo 1860 otteneva l'annessione al Regno d'Italia. Una storia ricca di avvenimenti che influenzarono molti aspetti della vita e delle tradizioni degli abitanti di questa terra.