La Romagna

Un po' di storia


Questa regione trova una sua identit storica nel VI secolo divenendo il centro del dominio bizantino in Italia e con linvasione longobarda assunse il nome di Romania che poi rimase a indicare la regione dellEsarcato, cio di tutte le terre del dominio bizantino in Italia rette da un governatore (esarca) che risiedeva a Ravenna dove si era formata una piccola corte a somiglianza di quella di Costantinopoli. Lesarcato di Ravenna dur fino alla met dellVIII secolo quando fu definitivamente abbattuto dai Franchi che donarono al papato le terre bizantine creando una situazione di conflitto con i conti franchi, conflitto che continu finch il movimento comunale non cre una situazione nuova. Le confuse e contrastanti pretese imperiali e papali si chiarirono finalmente nel 1278, quando Rodolfo dAsburgo riconobbe il buon diritto della Santa Sede, che da allora pretese di intervenire nella vita delle varie citt, erette ormai a signorie. Famosi gli interventi dei legati papali Bertrando del Poggetto (1327-34), presto caduto, Egidio Albornoz (1353-67), abile riorganizzatore, Roberto di Ginevra (1375), deciso di soffocare nel sangue le rivolte di Cesena e Faenza.
Nel XV secolo, in seguito alla debolezza determinatasi nel potere della Chiesa a causa dello scisma dOccidente, le signorie ripresero il potere senza per che la regione potesse trovare un suo assetto politico in un forte stato regionale, essendo continuamente insidiata dalle mire dei pi potenti stati vicini, Milano, Firenze e Venezia. Intervenne, a complicare la situazione, anche il nepotismo papale: Sisto IV insediava il nipote Riario a Imola e Forl (1473-80) e Alessandro VI offriva la possibilit al figlio Cesare Borgia di crearsi nella regione uno stato a danno delle piccole signorie. Finalmente lenergia di Giulio II riusc a sottomettere alla Chiesa la Romagna; ma le sue citt non ebbero pace, perch, non disponendo il papato di forza militare ed essendo distratto da pi gravi preoccupazioni politiche e religiose, in esse presero il sopravvento le fazioni dei nobili, che spesso col nome antico di guelfi e ghibellini (riferentisi originariamente al potere papale i primi, al potere imperiale i secondi; in realt con il tempo questi termini furono anche usati semplicemente per indicare due fazioni nemiche di una stessa citt) sfogavano i rancori familiari. E poco valsero le spontanee associazioni di gente popolare, armate e favorite dal governo pontificio, che ne fece quasi una magistratura detta i Pacifici, a frenare quelle faziosit.
Cessate finalmente le lotte interne, il governo della Santa Sede ebbe per il pi brusco arresto nel 1796, quando parte per invasione, parte per insurrezione, la Romagna fu perduta per il Papa. Unita alla Cispadana prima, e alla Cisalpina poi, dopo loccupazione austriaca (1799-1800), la Romagna fece parte della Repubblica italiana e del Regno italico.
Caduto Napoleone, il restaurato governo pontificio costitu le tre legazioni di Romagna, Bologna e Ferrara. Ma lirrequieta regione, centro di sette e di congiure contro il malgoverno papale, insorse nel 1831, costituendo con le altre regioni pontificie lo stato delle Provincie unite italiane, abbattuto presto dagli Austriaci, ritornati, lanno dopo, a domare le agitazioni.
Partiti gli Austriaci nel 1838, ricominciarono le agitazioni, sfociate nei moti del 1843 e 1845; dopo aver salutato con entusiasmo lindirizzo che parve rinnovatore di Pio IX, la Romagna ader alla Repubblica romana, ma nel maggio 1849 fu di nuovo occupata dagli Austriaci, che vi rimasero fino al giugno 1859. La sconfitta dellAustria segn la fine del governo pontificio: la Romagna, retta dapprima da governi provvisori, ebbe poi a capo commissari regi, Massimo DAzeglio, quindi Cipriani, infine Farini, dittatore dellEmilia (cos egli volle chiamata la Romagna unita ai ducati); il plebiscito del marzo 1860 ne decise lannessione al Regno dItalia.
Una storia tormentata, quella di questa terra che ha conosciuto domini diversi, che prima di far parte del Regno dItalia stata teatro di lotte fra il potere temporale della Chiesa, i poteri locali, il dominio austriaco e quello napoleonico. Vicende che per qualche aspetto hanno influito sugli usi e i costumi della gente, ma anche hanno stimolato un senso di difesa delle tradizioni che ha influenzato anche larte della cucina di questa terra che ancora oggi legata alle pi antiche tradizioni.