Storia della Cucina Italiana Ristoranti L' Emilia Piacenza e il suo territorio

Emilia Romagna Emilia Romagna

L' Emilia

Piacenza e il suo territorio


La città di Piacenza è la più occidentale della regione Emilia e sorge quasi all'estremità dell'antica Via Romana che parte dal mare e giunge fino al Po, sulla riva destra del fiume.
Il suo territorio - che amministrativamente corrisponde alla sua provincia - confina con la Lombardia a nord, con la Liguria a sud-ovest, e con il Piemonte per un breve tratto ad ovest. È per due terzi montagnoso e per un terzo pianeggiante. Include quasi per intero la valle del fiume Trebbia e quella del torrente Tidone e per intero le valli del Nure e dell'Arda. La montagna è discretamente popolata e coltivata (cereali, viti, patate) sui fondovalle, e ha caratteristiche agricolo-forestali sulle groppe. La collina è densa di centri anche in cima alle dorsali e largamente coltivata a vigneto. La pianura è fertilissima: grandi prati consentono grossi allevamenti di bestiame, su grandi distese si coltivano tutti i tipi di cereali, di ortaggi e di pomodori. A queste coltivazioni sono connesse importanti industrie alimentari: molini, latterie, formaggi, conservifici e zuccherifici.
La cucina di questa terra è certamente influenzata dalla ricchezza dei prodotti agricoli, dai prodotti forniti dai grandi allevamenti di bestiame (carni, salumi e latticini), ma anche dalle tradizioni delle regioni con cui confina e dalla sua storia legata per un buon tratto ai fasti dei Farnese. Il modo di vivere la cucina nel Piacentino è stato definito schietto e gustoso: schietto perché le sue preparazioni si distinguono per essere genuine, gustoso perché sanno conservare i sapori dei suoi prodotti particolarmente apprezzabili per la fertilità del terreno e la laboriosità imprenditoriale dei suoi abitanti.
Una cucina, dunque, ricca e varia che si articola - nella zona prossima alla Liguria - in cucina di pesce: ostriche e tartufi, «moscardini ripieni alla ligure», «zuppa di datteri», «risotto con scampi», «spigola al sale» sono i piatti che più frequentemente si possono gustare, proposti con grande accuratezza.
Ma per ragioni geografiche è certamente la cucina di terra quella più diffusa; e come in ogni zona della regione Emilia iniziamo dai tortelli che a Piacenza e dintorni hanno il cuore di ricotta ed erbette e sono avvolti con pasta a forma di farfalla. Se il ripieno è arricchito con il prosciutto i tortelli sono denominati «alla Farnese», ma sono diffusi - sempre assai gustosi - anche tortelli con il ripieno di ortiche che assumono un sapore particolare reso prezioso dall'abbondanza di formaggio grattugiato. Gustosissima è anche la «bomba di riso alla piacentina»: un timballo di riso molto saporito perché arricchito di sugo di coniglio o pollo o faraona e da pezzi interi di questi animali.
Gli animali da cortile, infatti, compaiono in molti piatti preparati in vario modo, ripieni, arrosto, in umido: particolarmente gustosa l'«anatra all'arancia» che compare sulle tavole soprattutto nei mesi invernali e la faraona disossata e ripiena di carne di maiale e vitello insaporita con funghi e tartufi.
Non mancano - data la ricchezza di bovini - i grandi arrosti e i bolliti molto vari proposti con salsa verde e verdure al vapore. La caccia non può mancare ed è accompagnata dalla polenta che si realizza con una particolare farina gialla di grana piuttosto grossa e di aspetto consistente.
La ricchezza dei primi e dei secondi pasti non impedisce di gustare un antipasto di salumi, sott'olii e sottaceti; tipici di questa zona sono la pancetta, la coppa e il salame di pura carne suina.
La coppa è ottenuta dalla parte muscolare superiore del collo del maiale, in pratica i muscoli cervicali perfettamente disossati. La coppa viene salata a secco con sale, spezie e aromi naturali e insaccata in budello naturale. Dopo un primo periodo di asciugatura passa a stagionare in ambienti freschi e ventilati dove rimane per sei mesi.
E non dobbiamo dimenticare i formaggi di latte vaccino: un'ampia gamma di proposte che comprende sia i formaggi freschi che quelli stagionati, anche se questa zona non vanta proposte tipiche in questo settore di produzione.
Anche i dolci non presentano proposte specifiche ma si avvalgono per lo più delle tradizioni delle zone confinanti con budini, ciambelle variamente arricchite e «zuppa inglese».
Particolarmente pregiati sono i vini dei colli piacentini: fra i rossi ricordiamo il Barbera, la Bonarda, il Gutturnio e il Pinot nero; fra i bianchi la Malvasia, l'Ortugo, il Pinot grigio e il Val Nure.


Casa del Sole Stromboli Isole Eolie
Hotel Bruna Roma
Albergo Diffuso La Palma Isola di Ponza
Podere Il Gioiello
Villa Belfiore Hotel Ristorante Ostellato Ferrara

 

Lago Maggiore Hotel Residence
Montegrotto Terme Hotel