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La costa adriatica che interessa la Romagna si estende per circa cento chilometri nel tratto compreso fra la marina di Ravenna e Gabicce mare: in essa sorgono senza soluzione di continuità una serie di centri turistici marittimi divenuti famosi per l'ospitalità dei suoi abitanti e per l'organizzazione alberghiera che si distingue per uniformità e accessibilità da ogni punto di vista.
La cucina è certamente uno degli elementi di tale uniformità: è molto simile a quella emiliana anche se più semplice e parca ed ha sue proprie specialità che derivano innanzitutto dal mare e dall'importante attività peschereccia di Cesenatico e Rimini. Molti sono i piatti a base di pesce: i brodetti che presentano leggere varianti a seconda della stagione e dei luoghi, le zuppe di pesce che si distinguono per la loro semplicità e genuinità, il pesce di innumerevoli varietà, tutte quelle che offre il mare Adriatico (dalle sogliole al San Pietro, alla coda di rospo, alle sarde ecc. ecc.), cotto allo spiedo aromatizzato con varie erbe e pangrattato che ha la funzione di evitare che il fuoco diretto bruci la pelle che deve rimanere appena dorata e conservare la polpa bianca non disidratata così da assicurare intatto il sapore e la morbidezza del pesce. Una specialità offerta da questo mare è costituita dal moscardino che è un mollusco molto simile al polipo, ma di dimensioni più ridotte. Può raggiungere i quaranta centimetri di lunghezza, e ha otto tentacoli provvisti di una fila di ventose. Si pesca durante tutto l'anno con reti a strascico, ma il periodo migliore è nei mesi di marzo e aprile, quando si avvicina alle coste per deporre le uova. Ne esistono due varietà principali: il "polpo muschiato" o "mughetto", di piccola taglia, pregiato per le sue carni tenere e una fragranza che ricorda il muschio; il "moscardino bianco" o "sinisco" che raggiunge dimensioni maggiori e talvolta viene confuso con il polpo di scoglio. Le varietà sono distinguibili dal profumo, poiché la seconda è inodore. I moscardini si possono fare fritti, al gratin, in zuppa, cotti in tegame con le verdure (fave, piselli, carciofi insaporiti con aglio fresco e magari qualche foglia di alloro) e sono un piatto prelibato quanto facilmente digeribile, comunque sia preparato.
Non mancano le feste dedicate al pesce. Ricordiamo quella di Cesenatico che al limitare dell'inverno invita a fare festa con il pesce, quello del tempo andato. I sardoncini, le acciughe, gli sgombri, le poveracce (che sarebbero le vongole), i paganelli, la mazzola, le canocchie. E ancora si potrebbe seguitare. Si tratta di pesce azzurro o di pesce povero, salutare e saporitissimo. Cesenatico gli dedica grande attenzione perché la sua flotta è tra le più attrezzate per questo tipo di pesca. E l'invito è a riscoprire vetuste ricette (il «brodetto» romagnolo, il «risotto coi paganelli», i «sardoncini olio e limone», le «penne con la mazzola», la grigliata, quella autentica con poco pangrattato, un filo di brisighello, il rarissimo extravergine di queste terre, e un'essenza d'aglio, il «frittone»), che vengono offerte in degustazione a Palazzo Veronese, nel cuore antico dell'antichissimo borgo marinaro, dai ristoratori. Due giorni di festa ma anche di mostre, di shopping, di mercato del pescato e di riscoperta delle tradizioni marinare a cominciare dalla visita al museo galleggiante della marineria, un unicum, ormeggiato nel tratto iniziale del porto canale della cittadina romagnola, che fu progettato e realizzato da Leonardo da Vinci. Un monumento d'ingegneria civile, sorprendente come le antiche ghiacciaie, i depositi a forma di cono dove si conserva il pescato immerso nella neve.
La riviera romagnola è famosa per l'allegria che offre a tutti i suoi ospiti per i molti locali notturni che sulle note del «liscio» o dei più moderni ritmi rumorosi chiudono i battenti - che si tratti di discoteche o pizzerie - all'alba e per la possibilità di mangiare a tutte le ore del giorno e della notte.
I piatti di pesce non escludono naturalmente quelli della cucina di terra che possono essere di importazione come le pizze realizzate in mille modi, ottime anche con i frutti di mare oppure tipici come la ormai famosa «piadina» spesso accompagnata con il famoso formaggio squacquerone (l'antenato dello stracchino), a cui si affiancano le salsicce, agli spiedini possibilmente cotti sulla brace, per non parlare delle possibilità offerte dal «gnocco» fritto che, mangiato caldo, ben si accompagna con salumi o formaggi fra i quali ricordiamo lo squacquerone dal sapore fresco e delicato, tipico di tutta la Romagna.
Infine la riviera adriatica è famosa per i gelati, immancabili dopo gli spuntini, ma consumati abbondantemente in ogni ora del giorno, che vengono presentati in mille sapori, che vengono offerti in tutti i variopinti locali di cui questa zona è costellata con grande successo anche grazie alla modesta richiesta economica.
In più la Romagna conosce ora un certo rinascimento eroico. Grande è l'Albana passita di La Zerbina, che fa anche un ottimo sangiovese e un rosso incantevole: il Marzieno. Ma non si dimentichino i bianchi anche se sul pesce azzurro si preferisce però il sangiovese giovane.



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