Olio d'oliva


L'olivo pi grande d'Europa, un albero di sette metri di circonferenza, sorge nel territorio di Canneto, una frazione di Fara in Sabina. Non un'ubicazione fortuita: la Sabina per tradizione la terra d'origine di un olio extra-vergine fra i pi apprezzati. Fino al secondo dopoguerra, l'olivicoltura stata la principale risorsa dell'economia reatina. Oggi le vocazioni dei sabini si sono moltiplicate e diversificate, ma l'olio d'oliva conserva la fama che gli deriva da una tradizione antica di millenni (il codice babilonese di Hammurabi attesta che l'olivo e il suo olio erano conosciuti tra l'Eufrate e l'Indo 1700 anni prima di Cristo).
I suggerimenti della medicina preventiva hanno confermato ed esaltato negli ultimi decenni le virt dell'extravergine: le ricette di cucina, a cominciare dalla semplice bruschetta con appena un filo d'olio su pane insaporito all'aglio, si sono adeguate ai precetti della moderazione.
Ferma la reputazione dell'olio di Rieti e dintorni, resta da dire che l'olivo e l'olio sono patrimonio comune di tutte le provincie laziali: in testa quella di Roma, che sul piano della quantit batte nettamente la regione sabina (ottantamila quintali l'anno contro cinquantamila). La qualit del tutto simile, essendo le due provincie contigue.
Pi pronunciata e percepibile la differenza fra l'olio sabino e quello delle colline viterbesi, visto che quest'ultimo tende all'amarognolo piccante, mentre l'aroma pi marcato. Il primo ha colore giallo-oro con riflessi verdognoli, l'altro verde con riflessi dorati. Pi delicato il sabino-romano, pi deciso il prodotto di Canino, Cellere e Farnese: quello adatto a insalate verdi o come base di salse, questo per le verdure crude di sapore intenso, i legumi o per arricchire minestroni e zuppe.