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Vini


La coltivazione della vite in Puglia viene da molto lontano: certamente prima dell'insediamento nella regione dei mercanti fenici (2000 a.C.) che pure diedero grande impulso a questa coltivazione introducendo nuovi vitigni e nuove tecniche; essi infatti dalla vite traevano grandi vantaggi mediante i loro fiorenti commerci.
Notevole impulso diedero anche i coloni greci che probabilmente rimasero sorpresi di trovarvi vigneti lussureggianti e vini commerciabili.
Anche l'occupazione romana trova nelle terre pugliesi una fiorente viticoltura, e vini di qualità; tanto che il poeta Orazio così si esprime: «Ah, poter vivere a Tivoli oppure a Taranto con te, amico Settimio, dove la primavera è eterna, dove Aulone amico di Bacco fecondo nulla invidia alle uve di Falerno!».
Il paragone dei vini pugliesi con il grande Falerno, ritenuto all'epoca fra i migliori d'Italia, può essere motivo d'orgoglio e di onore per la produzione vinicola della regione Puglia.
Che non si trattasse di un'opinione personale lo dimostra il fatto che anche altri, come lo storico naturalista Plinio il Vecchio (Naturalis historia), il grammatico latino Porfirione (inizio del III secolo) e il poeta latino Marziale, espressero apprezzamenti positivi sui vini pugliesi.
Per parlare dell'epoca medioevale nella quale il settore vitivinicolo in Puglia non subì un arresto nello sviluppo e nel commercio dei vini, ricordiamo Federico II di Svevia (1194-1250) che, nel corso del suo illuminato governo, prestò particolare attenzione al settore vinicolo, favorendo la sperimentazione e la diffusione di nuove varietà di vitigni.
Si narra che, in più riprese, tra il 1224 e il 1246, trasferì circa ventimila arabi nella città di Lucera, nella Capitanata, che da allora fu chiamata Lucera Saracenorum. In questa terra fece erigere Castel del Monte, una tipica costruzione ottagonale, a grandi torrioni della stessa forma, con agli angoli e all'interno sale di forma trapezoidale molto ampie. Era la residenza di Federico II, appassionato di caccia, che con i suoi amici di corte vi trascorreva periodici soggiorni durante le battute venatorie.
Mezzo secolo dopo Carlo II d'Angiò, re di Napoli e di Sicilia, stanco delle loro rapine, fece uccidere quasi tutti i musulmani, ne disperse i superstiti, distrusse la moschea, sostituendovi una cattedrale e ribattezzò l'abitato «Città di Santa Maria».
Famoso è anche il castello di Gioia del Colle che, iniziato nel XII secolo, fu ricostruito da Federico II nel 1230 e recentemente restaurato. Nei suoi splendidi locali ha sede il Museo Archeologico, con materiale proveniente dalle necropoli di Monte Sannace e di Santo Mola, di valore inestimabile.
In questi secoli infatti la vite è in pieno sviluppo: dai moli ove un tempo attraccavano i Fenici, le navi, cariche di vino, salpavano per i porti adriatici e orientali, alimentando un attivo commercio.
Nel Cinquecento lo storico Andrea Bacci, medico di papa Sisto V ed esperto di vini, elogiò la bontà dei vini di Lecce e Bari, del Foggiano e in particolare di quelli prodotti dai vigneti di Manfredonia, «che ha colline sassose, le quali godono mirabilmente della feconda aura marittima».
L'attività vitivinicola in terra di Puglia è sempre stata fiorente anche in epoca moderna e contemporanea e trova particolare impulso nell'Ottocento, quando l'Europa è gravemente colpita dalla fillossera. I commercianti del nord, soprattutto i francesi, acquistano allora grandi quantitativi di vini pugliesi per sopperire alla momentanea carenza di produzione, dovuta al flagello del terribile afide. In pochi anni, data la forte domanda, la superficie investita a vigneto triplicò.
In questo periodo di «boom» vinicolo, quelli pugliesi sono vini da taglio prodotti nelle zone di Barletta, Corato-Bitonto, Brindisi-Lecce e Gallipoli. Vengono giudicati invece da mezzo taglio i tipi Taranto, Tavoliere delle Puglie e Capitanata. A questi se ne aggiungono altri, come quelli, particolarmente apprezzati, di San Severo e i vini da dessert, quali il Moscato di Trani e i rossi Zagarese e Aleatico.
Elenchiamo qui di seguito i principali vini pugliesi.
ALEATICO DI PUGLIA, rosso granato/aranciato, odore aromatico, sapore dolce. Ha 15 gradi; si serve sui 12 gradi a fine pasto, anche con dolci secchi o gelati. DOC dal 20 agosto 1973.
ALEATICO DI PUGLIA LIQUOROSO, rosso granato/violaceo, odore delicato, sapore dolce. Ha 18,5 gradi e si serve fuori pasto o al dessert. Può essere Riserva. DOC dal 20 agosto 1973.
ALEZIO ROSSO, rosa corallo, odore vinoso, sapore asciutto. Ha 12 gradi e si serve sui 14 a tutto pasto o con minestre, frittate, sformati e formaggi. DOC dal 26 settembre 1983.
ALEZIO ROSSO, rubino/arancione, odore vinoso, sapore asciutto. Ha 12 gradi, con 12,5° è Riserva. Si serve sui 18 gradi a tutto pasto o con carni bianche. DOC dal 26 settembre 1983.
BRINDISI ROSATO, rosa corallo, odore delicato, sapore asciutto. Ha 12 gradi e si serve sui 14 gradi a tutto pasto o con pastasciutte, verdure cotte, formaggi. DOC dal 23 aprile 1980.
BRINDISI ROSSO, rubino carico, odore vinoso, sapore asciutto. Ha 12°; con 12,5° e invecchiato due anni è Riserva. Si serve sui 18° a tutto pasto o con carni rosse. DOC dal 23 aprile 1980.
CACC'E MITTE DI LUCERA, rubino, odore intenso, sapore asciutto. Ha 11 gradi e si serve sui 18 gradi a tutto pasto o con uova e formaggi. Ottimo con le castagne. DOC dal 29 marzo 1976.
CASTEL DEL MONTE BIANCO, giallo paglierino, odore gradevole, sapore asciutto. Ha da 11,5 a 12 gradi e si serve sui 10° a tutto pasto o con pesci e crostacei. DOC dal 26 luglio 1971.
CASTEL DEL MONTE ROSATO, rubino chiaro, odore vinoso fruttato, sapore asciutto. Ha da 11,5 a 12 gradi e si serve sui 12 gradi come aperitivo o con gli antipasti. DOC dal 26 luglio 1971.
CASTEL DEL MONTE ROSSO, rubino/granato, odore vinoso, sapore asciutto. Ha da 12 a 13,5°; con 12,5° e invecchiato tre anni è Riserva. Si serve sui 18° con arrosti. DOC dal 26 luglio 1971.
COPERTINO ROSATO, color salmone, odore delicato, sapore asciutto. Ha 12 gradi e si serve sui 12 gradi a tutto pasto o con pastasciutte e verdure cotte. DOC dal 29 gennaio 1977.
COPERTINO ROSSO, rubino, odore vinoso, sapore asciutto. Ha 12,5 gradi; invecchiato due anni è Riserva. Si serve sui 18 gradi a tutto pasto o con arrosti. DOC dal 29 gennaio 1977.
GRAVINA, paglierino/verdolino, odore caratteristico, sapore secco/amabile. Ha 11 gradi e si serve sugli 8 gradi a tutto pasto o al dessert. Può essere Spumante. DOC dal 24 gennaio 1984.
LEVERANO BIANCO, paglierino, odore delicato, sapore asciutto. Ha 11 gradi e si serve sugli 8 gradi a tutto pasto o con pesce fritto, crostacei, pesce arrosto. DOC dal 12 febbraio 1979.
LEVERANO ROSATO, cerasuolo chiaro, odore vinoso, sapore asciutto. Ha 11,5 gradi e si serve sui 12 gradi a tutto pasto o con zuppe, pesce fritto, formaggi. DOC dal 12 febbraio 1979.
LEVERANO ROSSO, rubino/granato, odore vinoso, sapore asciutto. Ha 12 gradi; con 12,5° e invecchiato due anni è Riserva. Si serve sui 18° con carni rosse. DOC dal 12 febbraio 1979.
LOCOROTONDO, verdolino/paglierino, odore delicato, sapore asciutto. Ha 11 gradi e si serve a 8 gradi a tutto pasto o con il pesce. Può essere Spumante. DOC dal 19 agosto 1969.
MARTINA FRANCA, verdolino/paglierino, odore delicato, sapore asciutto. Ha da 11 a 13 gradi, si serve sui 10 gradi con piatti di pesce. Può essere Spumante. DOC dal 19 agosto 1969.
MATINO ROSATO, colore intenso, odore leggero, sapore secco. Ha 11,5 gradi e si serve sui 12 gradi a tutto pasto o con pastasciutte, verdure, carni bianche. DOC dal 24 luglio 1971.
MATINO ROSSO, rubino, odore vinoso, sapore asciutto. Ha 11,5 gradi e si serve sui 18 gradi con carni ovine, maiale arrosto, formaggi piccanti. DOC dal 24 luglio 1971.
MOSCATO DI TRANI, giallo dorato, odore intenso, sapore dolce. Ha 15 gradi e si serve sui 10 gradi fuori pasto o al dessert con torte, biscotti, pasticceria, gelati. DOC dal 6 marzo 1975.
MOSCATO DI TRANI LIQUOROSO, ambrato, odore intenso, sapore dolce. Ha 18 gradi e si serve sui 10-12 gradi al dessert con dolci secchi, macedonia, gelato. DOC dal 6 marzo 1975.
ORTA NOVA ROSATO, colore intenso, odore vinoso, sapore asciutto. Ha 11,5 gradi, si serve sui 12 gradi a tutto pasto o con pastasciutte, frattaglie, formaggi. DOC dal 4 ottobre 1984.
ORTA NOVA ROSSO, rubino/granato, odore vinoso, sapore asciutto. Ha 12 gradi e si serve sui 18 gradi a tutto pasto o con carni bianche o rosse, formaggi piccanti. DOC dal 4 ottobre 1984.
OSTUNI BIANCO, paglierino, odore vinoso, sapore asciutto. Ha 11 gradi e si serve sugli 8 gradi con antipasti, pastasciutte, piatti di pesce, uova e verdure. DOC dal 28 marzo 1972.
OTTAVIANELLO DI OSTUNI, rubino/cerasuolo, odore delicato, sapore asciutto. Ha 11,5 gradi e si serve sui 16° a tutto pasto o con carni stufate e alla griglia. DOC dal 28 marzo 1972.
PRIMITIVO DI MANDURIA, rosso violaceo, odore aromatico, sapore secco/dolce. Ha 14-16 gradi e si serve sui 20-22° con carni rosse e arrosti. Può essere Liquoroso. DOC dal 4 marzo 1975.
ROSSO BARLETTA, rubino, odore caratteristico, sapore asciutto. Ha 12 gradi; invecchiato due anni è Vecchio. Si serve sui 18° con carni rosse o selvaggina. DOC dal 12 ottobre 1977.
ROSSO CANOSA, rubino, odore vinoso, sapore asciutto. Ha 12 gradi; con 13° e invecchiato due anni è Riserva. Si serve sui 18° a tutto pasto o con carni rosse e ovine. DOC dal 20 luglio 1979.
ROSSO DI CERIGNOLA, rubino, odore vinoso, sapore asciutto. Ha 12°; con 13° e invecchiato due anni è Riserva. Si serve sui 18° a tutto pasto o con carni alla griglia. DOC dal 31 ottobre 1974.
SALICE SALENTINO ROSATO, colore cerasuolo, odore vinoso, sapore asciutto. Ha 12 gradi e si serve sui 10-12 gradi a tutto pasto o con zuppe, fritti, formaggi. DOC dal 25 agosto 1976.
SALICE SALENTINO ROSSO, rubino intenso, odore etereo, sapore asciutto. Ha 12,5 gradi; dopo due anni è Riserva. Si serve sui 18° con carni rosse o di agnello. DOC dal 25 agosto 1976.
SAN SEVERO BIANCO, paglierino, odore vinoso, sapore asciutto. Ha 11 gradi e si serve sugli 8 gradi con antipasti leggeri, crostacei, piatti di pesce. DOC dal 1° giugno 1968.
SAN SEVERO ROSSO, rubino, odore vinoso, sapore asciutto. Ha 11,5 gradi e si serve sui 18 gradi a tutto pasto o con maiale, agnello, selvaggina minuta. DOC dal 1° giugno 1968.
SAN SEVERO ROSATO, colore tenue, odore vinoso, sapore asciutto. Ha 11,5 gradi e si serve sui 12 gradi a tutto pasto o con antipasti, zuppe, carni bianche. DOC dal 1° giugno 1968.
SQUINZANO ROSATO, rubino chiaro, odore vinoso, sapore asciutto. Ha 12,5 gradi e si serve sui 12 gradi a tutto pasto o con antipasti, minestre, carni bianche. DOC dal 31 agosto 1976.
SQUINZANO ROSSO, rubino intenso, odore etereo, sapore asciutto. Ha 12,5°; con 13° e dopo due anni è Riserva. Si serve sui 18° a tutto pasto o con carni rosse. DOC dal 31 agosto 1976.

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