Farina


La produzione della farina per la gente della Sardegna ha valore e importanza ancestrale, sia per la fabbricazione del pane, sia per le varie e sorprendenti paste, un tempo frutto del lavoro casalingo o artigianale, mentre oggi in gran parte trasferite in una dimensione industriale. Una tradizione che viene da lontano: infatti Alberto Ferrero, conte di La Marmora e fratello maggiore del pi¨ noto Alfonso, pur essendo militare di carriera, Ŕ passato alla storia per essere stato il primo a studiare a fondo la Sardegna in tutti i suoi aspetti, infatti visse molti anni in questa regione. Il frutto di queste ricerche consiste in una serie di rapporti inviati al governo di Torino, ancora oggi illuminanti sulle condizioni del popolo sardo nella prima metÓ dell'Ottocento. Notevole in particolare l'attenzione dedicata all'arte molitoria, esercitata all'interno della cucina stessa dell'abitazione, per mezzo di macine azionate da un paziente asinello bendato e condannato a girare per ore attaccato a quell'apparecchio che i romani chiamavano \"mola asinaria\". L'ufficiale piemontese rileva inoltre che \"la farina Ŕ lavorata con maggior cura dalle donne, che la passano successivamente a sette setacci differenti e le fanno subire parecchie manipolazioni.\" Fra le qualitÓ della farina si distingue la 'simbula', il 'poddini' e il 'f¨rfaru', corrispondenti alla 'simila', al 'pollen' e al 'farfur' dei latini.