Frutta e Verdura


Oltre alla ricca famiglia degli agrumi, la Sicilia ha una vasta produzione di tutti i tipi di frutta caratteristici dei climi temperati e subtropicali con alcune peculiarit che vanno sottolineate: la nespola siciliana, bench sia una pianta originaria del Giappone, ha acquisito sull'isola precise caratteristiche varietali che la rendono unica, accomunata con i fichi d'India. Entrambi i frutti maturano alla fine dell'estate e l'immaginario popolare ha coniato una serie di detti che sottolineano la coincidenza tra l'apparizione sul mercato di questi prodotti con l'annuncio dell'autunno e l'archiviazione di un'altra stagione. Altrettanto importante la coltivazione orticola: nella variet di verdure d'ogni tipo emergono per qualit le melanzane e i pomodori. Tutti i prodotti della terra sono comunque al massimo perch, come cantava il poeta arabo Ibn Zaffir, in Sicilia "d'estate gli alberi hanno il fuoco sulle foglie e l'acqua nelle radici".


CAPPERI

Questo prezioso complemento della mensa non ha bisogno, anzi, rifiuta la coltivazione: richiede invece attenzione nella raccolta e nella conservazione. Il cappero un arbusto spontaneo tipico delle regioni mediterranee: quelli che tutti conosciamo sono i boccioli floreali, raccolti in primavera. I capperi di piccole dimensioni sono decisamente da preferire. Ormai solo una piccola parte dei capperi raccolti approda direttamente in casa dei possibili consumatori: il grosso della produzione affidato all'industria: le confezioni presenti sul mercato contengono capperi in soluzioni di aceto e sale. Hanno dignit particolare quelli di Pantelleria, insigniti dall'Unione Europea della denominazione d'origine protetta. Se ne producono circa seimilacinquecento quintali nell'arco di un anno. Diverso ma non meno pregiato il cappero di Salina, nell'arcipelago delle Eolie.


FICHI D'INDIA

L'Italia seconda nel mondo (dopo il Messico) per la produzione di fichi d'India. Il dato riguarda soprattutto la Sicilia, che ne produce pi di ogni altra regione italiana. Le aree in questo senso attive coprono le provincie di Catania, Enna e Caltanissetta, oltre a una piccola parte del Belice nell'area sud-occidentale dell'isola. Il frutto una bacca ovoidale e spinosa dalla buccia dura: nella polpa sono contenuti semi, pi numerosi quando la qualit di minor pregio. Il sapore dolce, denso di zuccheri. Se ne conoscono tre variet: la gialla o sulfarina, la rossa o sanguigna e la bianca muscaredda. Quello che matura ad agosto detto "agostano", quello che arriva a maturazione in autunno di chiama comunemente "bastardone" ed il migliore, perch il contadino asporta i frutti appena prendono forma, costringendo la pianta ad emetterne altri che sono pi sodi, gustosi e conservabili.


NOCCIOLE E MANDORLE

Produzioni tradizionali, nocciole e mandorle rappresentano sicure e non marginali risorse dell'economia isolana. I noccioleti svolgono fra l'altro una preziosa funzione di difesa idro-geologica: In gran parte sono localizzati sui versanti settentrionali dei Nebrodi e dei Peloritani. La maggiore concentrazione si registra nel quadrilatero Tortorici-Sant'Angelo di Brolo-Patti-Raccuia. La specie prevalente la Corylus avellana, le cultivar particolari e moltissime, forse troppe per le esigenze degli operatori dell'industria dolciaria.
Una grande variet di specie distingue del pari la produzione delle mandorle: la specie pi apprezzata la "avola scelta" nelle due variet "pizzuta d'Avola" e "fascionella", che producono mandorle di forma allungata, cio quanto di meglio si possa desiderare per la preparazione dei confetti. Le mandorle pi pregiate hanno colore chiaro, giusto liscio, forma regolare e integra. Il prodotto viene messo in vendita con o senza guscio per corrispondere a tutte le richieste: il consumatore trova sul mercato mandorle salate, affumicate, aromatizzate, tostate o candite. Nella pasticceria siciliana la pasta di mandorle ha un ruolo di protagonista assoluto.


MELANZANE

Ingrediente fondamentale per la pasta alla Norma catanese, le melanzane sono uno degli ortaggi che pi caratterizzano tutta la gastronomia siciliana. Sull'isola la pianta trova l'habitat ideale per una produzione a dir poco sontuosa che ha trovato la sua massima espressione nella celeberrima parmigiana, tipica del Siracusano ma estesa a tutta l'isola.
Nonostante il nome, infatti, il celebre sformato di melanzane alternate a mozzarella e pomodori e ricoperto generosamente da parmigiano grattugiato, non emiliano ma autenticamente siciliano.


PISTACCHIO

Dire pistacchio significa dire Sicilia: l'isola di Guttuso e di Brancati l'unica regione del mondo che coltivi intensamente questo piccolo albero giunto molti secoli fa dall'Oriente. In particolare, il pistacchio trova il suo clima ideale in provincia di Catania, nella zona che ha come centro il comune di Bronte, sulle pendici dell'Etna. Nella regione etnea la produzione ha avuto un tumultuoso incremento durante il XX secolo.
Il frutto del pistacchio ha forma allungata e un guscio duro e rossastro. All'interno vi un seme verde commestibile dal sapore decisamente gradevole che trova largo impiego in cucina e in pasticceria, per arricchire ripieni, completare intingoli, decorare pietanze. Da ricordare anche l'utilizzazione che ne fa l'industria degli insaccati. I pasticcieri lo richiedono naturalmente sbucciato e spesso macinato; fra i possibili sapori del gelato il pistacchio ha una sua incontestata collocazione. Il frutto fa da accompagnamento, in concorrenza con le mandorle e i salatini nerei, agli aperitivi.


UVA ZIBIBBO

Il moscato di Pantelleria nasce da un'uva particolare, lo zibibbo, unica nello scenario della viticoltura italiana per la caratteristica degli acini grossi e lunghi, e per la loro incredibile dolcezza. L'uva nota anche come "moscato di Alessandria", ma l'origine del nome pi diffuso curiosa: il vitigno sarebbe stato portato a Pantelleria dai mori provenienti da Capo Zibibbo; c' per chi fa osservare che zabib in arabo significa semplicemente uva secca.