Arezzo

Arezzo e il Granducato


Sotto il granducato mediceo il fatto più importante fu l'avvio della bonifica della Val di Chiana continuata poi dai Lorena che dette grande impulso all'agricoltura. Ma dalle bonifiche trasse vantaggio un gruppo ristretto di proprietari terrieri mentre le popolazioni rurali continuavano a vivere in grande disagio. Conducevano infatti una vita di lavoro e sacrifici, "rallegrati" dai momenti di incontro durante le veglie, le lunghe serate invernali in cui varie famiglie si ritrovavano per discutere e sfogarsi delle difficoltà in cui vivevano. Vari piatti della cucina aretina nascono da questi momenti di ritrovo, prima fra tutte la scottiglia anche oggi cucinata soprattutto nelle campagne del Casentino. Per queste veglie ognuno mandava il pezzetto di carne che in quel momento la sua terra o il suo pollaio o la sua stalla gli permetteva; alla padrona del casolare non restava che mettere al fuoco i vari pezzi di carne aggiungendo gli odori e il pomodoro, senza bisogno di condimento e di sorveglianza. La scottiglia è chiamata anche «Cacciucco di carni» o «Cacciucco del Casentino», viene cucinata nelle case dei contadini e in qualche trattoria; è spesso servita su fette di pane abbrustolito.