Farro


La specie di farro coltivata in Umbria Ŕ il triticum durum dicoccum, vestito con spiga compatta e affusolata. Dopo la trebbiatura si presenta con la cariosside vestita della pula. Necessita pertanto della brillatura, operazione effettuata con mola di pietra e acqua.
╚ l'unico tipo di farro che non produce farina bianca, ma di un colore scuro uguale a quello della cariosside. Il farro Ŕ certamente il pi¨ antico cereale tra quelli ancora coltivati: reperti archeologici ne testimoniano la coltivazione attorno al nono millennio a.C., e se ne rintraccia la diffusione in Mesopotamia, Siria, Egitto, Palestina. Nel nostro paese costituý la principale coltura comune a tutti i popoli latini. I Romani, oltre a introdurlo come vettovagliamento del proprio esercito, lo usavano per fare la puls, minestra di cereali bolliti, oppure focacce azzime, cioŔ senza lievito.
Il farro godeva inoltre di forti connotazioni simboliche e sociali, a partire dal rituale della confarreatio, che consacrava il passaggio della donna nella famiglia dello sposo e consisteva nell'offerta di una focaccia di farro fatta alla nuova coppia dalla madre dello sposo.
La pianta del farro Ŕ presente nelle coltivazioni di tutta l'Umbria perchÚ Ŕ utilizzata in una grande varietÓ di preparazioni.
Grazie alla particolare resistenza alle intemperie e alle infezioni parassitarie, la pianta, coltivata fino ai 1.200 metri di altitudine, non necessita di trattamenti con fitofarmaci e diserbanti.
Anche oggi in Umbria si produce la farina di farro che viene usata per lo pi¨ mescolata alla farina di frumento, per la preparazione di molte varietÓ di pasta fatta in casa, come gli strangozzi di antica origine spoletina, ma ormai la tipologia di pasta pi¨ diffusa in tutta la regione, accompagnata da una teoria praticamente infinita di condimenti.
La zuppa di farro Ŕ uno dei piatti riproposti regolarmente durante la famosa festa rievocativa della vita medievale che si tiene a Bevagna durante l'ultima settimana di giugno. Questa festa ha il suo momento culminante nei giorni del mercato, che dalla piazza principale si sviluppa all'interno dei quattro quartieri di cui Ŕ composta questa cittadina.