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Sandro Botticelli Persona sofistica. NovitÓ e restauri delle opere dell’Accademia Carrara di Bergamo

Bergamo (BG) - 27 lug 2012 / 4 nov 2012

Palazzo della Ragione - Bergamo Alta

Si tratta della presentazione delle scoperte scaturite dai recenti restauri effettuati su una terna di dipinti, tutte opere tarde, che sintetizzano l’operato artistico del Botticelli, nel clima politico e artistico che animava la Firenze dei Medici, dalla Congiura dei Pazzi alla predicazione del Savonarola. Dal Ritratto di Giuliano de’ Medici ai temi del profano e sacro rispettivamente contenuti nelle opere Storia di Virginia e Vir Dolorum (Cristo dolente), il “nuovo” Botticelli dell’Accademia Carrara. I raffinati effetti luminosi e cromatici accentuano l’impatto emotivo del Cristo Dolente (1495-1500), opera che rinasce perchÚ finalmente attribuita al Botticelli dopo i restauri a cura di Carlotta Beccaria. Si tratta di un’opera drammatica e mistica che richiama la spiritualitÓ savonaroliana della fine del XV secolo. In realtÓ il Cristo Dolente costituiva un dittico con la Mater Dolorosa, il suo pendant, che giunse a far parte della collezione della Granduchessa Maria di Russia, figlia dello Zar Nicola I; di quella tavola si perdono le tracce nel 1913, anno in cui era esposto all’Ermitage di San Pietroburgo, di cui per fortuna si conserva traccia nel raro catalogo della mostra, in cui si citano le misure che corrispondono alla ricostruzione bergamasca. Dunque la mostra di Bergamo cerca di riunire idealmente il dittico. L’altra grande opera restaurata Ŕ il Ritratto di Giuliano de’ Medici, fratello minore di Lorenzo il Magnifico, morto nel 1478 nella Congiura dei Pazzi con cui si tent˛ di porre fine al dominio dei Medici. Si tratta di un ritratto commemorativo forse ispirato all’omonimo ritratto conservato a Washington, ricco di dettagli o all’omonimo conservato a Berlino, dalle linee pi¨ morbide, nati sempre dalla mano del Botticelli. Il restauro dell’opera Ŕ stato sostenuto dalla sezione Italia Nostra di Bergamo con la direzione della Soprintendenza per i Beni Storici e Artistici di Milano, un intervento che si Ŕ rivelato delicato perchÚ prima della ristrutturazione pittorica si Ŕ dovuto rimuovere la rigida “pacchettatura”, applicata durante precedenti interventi, che aveva provocato evidenti fenditure sulla tavola. La terza opera Ŕ la Storia di Virginia, che ha il suo pendant nella Storia di Lucrezia che si trova a Boston. Il dittico era una parte di spalliera, un raffinato manufatto diffuso alla fine del XV secolo. Sandro Botticelli in quest’opera si Ŕ ispirato al racconto di Tito Livio di cui ne rappresenta i momenti pi¨ drammatici. Dal rapimento di Virginia eseguito da Appio Claudio e dal suo legato Marco Claudio, all’onore salvato della fanciulla con la morte per mano dello stesso padre, fino alla rivolta popolare che ne scaturý. Le vicissitudini di Virginia, come quelle di Lucrezia, per il tema che simboleggiavano, durante l’Umanesimo italiano furono spesso rappresentate nell’arte come allegorie di castitÓ e fedeltÓ. Anche in questo evento, dalla collaborazione tra l’Accademia Carrara e Italia Nostra nasce il quarto numero della collana “I quaderni sul restauro” (Lubrina Editore), un approfondimento storico critico sulla mostra, che potrÓ essere fruita anche tramite una video-guida italiano/inglese in noleggio, uno strumento multimediale curato dagli studenti dell’UniversitÓ Cattolica del Sacro Cuore di Milano. La video-guida Ŕ scaricabile anche gratuitamente sui personali dispositivi mobili.

Fonte: Beni Culturali





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