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Il moderno attraverso l'antico. Sculture italiane degli anni Trenta

Roma (RM) - 11 set 2012 / 6 gen 2013

Museo Nazionale Romano alle Terme di Diocleziano - Ex Planetario

La Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma accoglie nel suggestivo spazio dell'Aula Ottagona delle Terme di Diocleziano, sede dello storico Planetario, la mostra Il Moderno attraverso l'antico. Sculture italiane degli anni Trenta. Trenta opere, appartenenti alle collezioni di scultura del primo Novecento della Galleria nazionale d'arte moderna di Roma, sono esposte per la prima volta in un insieme organico per illustrare come negli anni Trenta l'arte etrusca e romana fossero punto di riferimento imprescindibile cui attingere nelle forme e nei materiali per rappresentare l'attualitÓ. Anzi, la sfida degli artisti dell'epoca Ŕ stata quella di dimostrare di saper infondere alle creazioni moderne lo spirito antico, rivisitandone la cultura, la sapienza, la perizia tecnica e il valore, andando ben oltre gli usi politici e propagandistici che della romanitÓ fece il regima fascista. Per illustrare questo stringente legame con l'antico Ŕ stata scelta come sede espositiva l'Aula Ottagona, cosiddetta per la forma della sua pianta, quadrata all'esterno ma ottagonale all'interno, raccordata da nicchie semicircolari angolari. Sotto la straordinaria cupola, mirabile esempio delle conquiste dell'architettura romana, si trovano a dialogare quindici statue di atleti, eroi e divinitÓ dell'antichitÓ classica che ornavano le terme romane, con i moderni marmi, bronzi, terrecotte ispirati all'antico anche nelle tecniche. La mostra, curata da Mariastella Margozzi con l'allestimento di Fabio Fornasari, chiarisce la nuova visione antropocentrica che si delinea negli anni Trenta e ritrova l'essenza dell'umanitÓ nei suoi lati migliori, quali il lavoro e il pensiero. ╚ il periodo storico in cui si sceglie di andare oltre l'eccentricitÓ del futurismo e dell'esasperato decorativismo del Liberty e del DÚco. La scultura di quest'epoca si fa testimone di un rinnovato umanesimo proprio guardando all'antico. E sono le parole di Arturo Martini a dirlo: "Oggi gli scultori non fanno che tentare qualche variazione su temi ai quali, uno per uno, gli antichi hanno giÓ dato scacco matto." L'esposizione Ŕ suddivisa in tre sezioni: Mitologia, Corpo e Ritratti. Questi nuclei consentono un focus sulle tematiche che pi¨ di altre evidenziano l'attenzione al canone classico e agli ideali del passato, insieme alla ripresa di antiche tecniche, in particolare la fusione e la terracotta. Alcuni esempi tra le opere in mostra sono il Ritratto di Lucosius di Marino Marini, che riconduce alla tradizione italica rifacendosi all'uso della terracotta tipico della scultura etrusca; gli echi della ritrattistica protoromana del bronzo di Arturo Martini Testa di ragazzo, mentre Torso di Giovanni Prini ripensa il torso del Belvedere.

Fonte: Beni Culturali





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