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L'ARCHITETTURA DEL MONDO

Milano (MI) - 8 ott 2012 / 13 feb 2013

Triennale di Milano

La mostra dedicata alle infrastrutture che si aprirÓ il 9 ottobre alla Triennale di Milano ha per titolo: L’architettura del Mondo. Infrastrutture, mobilitÓ, nuovi paesaggi. Il titolo fa riferimento esplicito a quelle opere che, come strade, ferrovie, aeroporti, pi¨ contribuiscono a dar forma al mondo e ne permettono il funzionamento, e al loro rapporto con funzioni e abitudini che cambiano e con un ambiente sempre pi¨ in pericolo. La mostra si compone di quattro sezioni di cui una, quella storica, rappresenterÓ un elemento di continuitÓ del percorso e le altre tre, in successione, esporranno opere e progetti relativi a ci˛ che si produce al di fuori del nostro paese, a ci˛ che stato realizzato o Ŕ in corso d’opera in Italia e, infine, a ci˛ che inizia a presentarsi come un quadro geografico a scala globale al quale le nuove grandi infrastrutture si rapportano. La sezione storica, che riguarderÓ il Novecento, presenterÓ opere note come i disegni di Le Corbusier per Algeri o Chandigarh, quelli di Saarinen per la stazione di Helsinki o di Poelzig per la diga di Klingerberg, ma anche casi che, ancora oggi, possono costituire un esempio per la capacitÓ di creare spazio pubblico e valore ambientale, come il metro di Mosca, la sistemazione del lungofiume di Lubiana di Plecnik o il progetto architettonico di Rino Tami per l’inserimento ambientale dell’autostrada del Ticino. Una sezione apposita riguarderÓ, poi, la grande ingegneria italiana cosý come si Ŕ fatta conoscere, in Italia e all’estero, tra gli anni ’50 e i ’70. La sezione dedicata ad opere recenti prodotte al di fuori del nostro paese si pone l’obiettivo di presentare un catalogo aggiornato di opere, suddivise per temi, alcune delle quali possono costituire un modello per chi come l’Italia deve recuperare un ritardo accumulato nel corso degli ultimi anni. La sezione dedicata al panorama nazionale intende dar conto di quanto, pur con discontinuitÓ e contraddizioni, Ŕ in corso d’opera o Ŕ da poco stato realizzato mettendo in luce, in particolare, alcune situazioni in cui il rapporto tra infrastrutture, architettura, arte, paesaggio, cittÓ, ha assunto un ruolo particolare sviluppando esiti interessanti e inediti come testimoniano i casi di Reggio Emilia, Napoli, Perugia, Venezia o le opere intraprese da FSI. Cambia drasticamente la scala dello scenario nell’ultima sezione della mostra in cui oggetto dell’attenzione sono colossali opere a difesa delle sabbie o del vento, destinate all’approvvigionamento idrico o energetico ad una circolazione “globale”. Operazioni giÓ da tempo in atto in Africa, in Cina o in Sud America, a Bering o a Panama e che hanno i loro precedenti nel Novecento, in operazioni storiche come quelle prefigurate dall’ Atlantropa di Herman S÷rgel, che prevedeva l’abbassamento del livello del Mediterraneo a scopo agricolo e energetico, o le operazioni intraprese nella Russia di Stalin o nell’America del New Deal. All’interno del percorso sarÓ, inoltre, possibile incontrare approfondimenti specifici come la presentazione in video di 45 report riguardanti altrettante cittÓ del mondo, presentati da giovani architetti e ricercatori che vivono e lavorano o hanno vissuto e studiato al di fuori del nostro paese pur essendo di formazione italiana e che racconteranno, dal loro punto di vista, le principali operazioni in atto. nel settore delle infrastrutture, nelle principali cittÓ del mondo. O come lo spazio dedicato al tema della permeabilitÓ delle infrastrutture o alla nuova cartografia che rappresenta il loro estendersi a scala globale. Per concludere, se il tema generale affrontato in questa mostra Ŕ quello delle infrastrutture, la questione vera che si intende porre all’attenzione dei visitatori Ŕ come una progettazione attenta, basata sulla qualitÓ architettonica, sulla multi-funzionalitÓ, sulla compatibilitÓ ambientale, possa attribuire a questi sempre pi¨ importanti protagonisti dello scenario mondiale, un valore aggiunto che non ha pi¨ solo a che vedere con le funzioni che ne hanno determinato l’origine, ma con il miglioramento estetico, ambientale, sociale dei territori o delle cittÓ con cui entrano in contatto.

Fonte: Beni Culturali





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