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Empire State. Arte a New York oggi

Roma (RM) - 23 apr 2013 / 21 lug 2013

Palazzo delle Esposizioni

Il tema su cui si misura questo ambizioso progetto espositivo la capacit degli artisti di re-immaginare la vita urbana, interrogandosi pi specificatamente sulla capacit di New York di rappresentare ancora e per eccellenza un luogo di elaborazione di idee. La mostra riunisce un gruppo di venticinque artisti di diverse generazioni attivi nei cinque distretti metropolitani cos come nelle aree periferiche ed extraperiferiche della citt, presentando opere che riflettono sullo spazio urbano come mezzo di distribuzione del potere. Un argomento quanto mai attuale in un’epoca come la nostra, in cui il ruolo politico, economico e culturale degli Stati Uniti negli affari internazionali oggetto di un ripensamento non privo di serie inquietudini. L’arte contemporanea, in questo caso, si fa strumento di riflessione sulla pervasivit dei media nelle citt moderne. Insieme ad altri pi ovvi rimandi, il titolo della mostra intende evocare Empire, titolo del fondamentale saggio di Antonio Negri e Michael Hardt sul capitalismo globale guidato dagli Stati Uniti (2000), nonch la canzone Empire State of Mind (2009), coinvolgente inno a New York reso celebre in tutto il mondo da Jay-Z e Alicia Keys. Proprio come la citt di New York, anche l’arte contemporanea negli ultimi cinquant’anni cresciuta in maniera esponenziale. Un frenetico sviluppo che ha aperto la strada alla sperimentazione di possibilit sempre nuove nel campo delle arti visive, costringendo al tempo stesso a rivalutare impostazioni critiche di tipo tradizionale. Gli artisti rappresentati nella mostra Empire State sono certamente radicati nella critica istituzionale, ivi compresi gli studi sul rapporto tra media ed economia, ma allo stesso tempo ricorrono alla tecnologia e all’astrazione per offrire nuovi modelli di soggettivit. I padiglioni a specchio di Dan Graham, ad esempio, combinano arte minimalista e architettura per riflettere e moltiplicare la forma umana; mentre le recenti opere della serie “Antiquity” di Jeff Koons rivelano gli interessi dell’artista per il mito cos come la straordinaria capacit tecnica necessaria a realizzarle. Mentre la comunit artistica si trova ad affrontare questa sua nuova dimensione quasi industriale, gli artisti newyorkesi devono mettere in discussione le convenzioni che definiscono le loro reti sociali. Oltre a documentare ‘per genealogie’ le familiarit storiche esistenti tra i vari artisti, Empire State suggerisce nuove connessioni possibili. Rebecca H. Quaytman esporr per la prima volta in gruppo i suoi ritratti di artisti di New York; mentre il net artist Tabor Robak, la cui opera circola principalmente in rete suscitando domande fondamentali sul nostro modo di definire e riconoscere la comunit artistica, verr presentato per la prima volta in un contesto internazionale. Gli artisti newyorkesi non sono nuovi a ‘manipolazioni’ della loro autorialit spesso ricondotta a marchi collettivi e un numero significativo dei nomi presenti in Empire State ha infatti fatto parte di gruppi di vario tipo tra cui Orchard, Reena Spaulings, 179 Canal e Art Club 2000. La mostra sar accompagnata da un catalogo ampiamente illustrato (Skira) capace di incarnare lo spirito dell’iniziativa sotto il profilo tanto culturale quanto visivo. Oltre ad ampi contributi dei curatori, la pubblicazione comprender scritti di Tom McDonough, John Miller e Eileen Myles, un saggio per immagini di Matt Keegan nonch testi originali dedicati a ciascun artista e firmati da critici e curatori di spicco tra cui Bruce Hainley, Hans Ulrich Obrist, Tina Kukielski.

Fonte: Beni Culturali





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