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Sa Battalla - Rievocazione storica

Sanluri (VS) - 22 giu 2013 / 30 giu 2013

Il 30 giugno 1409 presso il villaggio di Sanluri, si scontrarono l'esercito siculo-catalano-aragonese, guidato da Martino il giovane, Re di Sicilia e Infante di Aragona, contro l'esercito sardo giudicale, al comando del francese Guglielmo III visconte di Narbona ultimo giudice del Giudicato d'Arborea. 17.000 fanti sardi, 2000 cavalieri francesi e mille balestrieri francesi, schierati al comando del giudice arborense Guglielmo III di Narbona-Bas: non bastarono comunque a sbaragliare l’esercito aragonese, militarmente meglio addestrato nonostante l’inferiorità numerica: 8000 fanti e 3000 cavalieri siciliani, aragonesi, valenzani e balearici. Lo scontro frontale fra i due schieramenti, preceduto da una scaramuccia fra le avanguardie una quindicina di giorni prima, avvenne nel luogo ancora oggi denominato Su bruncu de sa battalla, che una serie di rilievi ondulati separa dal castello e dal borgo fortificato di Sanluri, precludendone la vista. Gli Aragonesi giocarono la carta della cavalleria e puntarono subito allo sfondamento del centro delle fila arborensi, sì da dividerle in due tronconi: uno ripiegò fino al luogo ancora oggi denominato S’Occidroxiu, dove fu letteralmente massacrato;l’altro si diresse verso il castello, con ingenti perdite lungo la via della ritirata, finché Guglielmo di Narbona non riuscì a mettersi in salvo, riparando nel vicino castello di Monreale e abbandonando Sanluri al suo destino, in mano aragonese. Ogni anno "la battaglia di Sanluri" (sa Battalla) rievoca la sconfitta (1409) dell'esercito sardo del Giudicato di Arborea ad opera delle armate di Martino il Giovane, re di Sicilia e Infante di Aragona, che sancì l'inizio del dominio spagnolo dell'Isola. Centinaia di figuranti a piedi e a cavallo replicano negli stessi luoghi (loc. Bruncu de sa Battalla) l'assalto al Borgo fortificato e la presa del Castello. Il corteo attraversa poi le vie sanluresi e in serata, nei banchetti allestiti nei borghi, possono essere degustati i piatti tipici della sapida gastronomia locale.

Fonte: Folclore





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