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ARGENTI DI MARENGO. Un tesoro nel tesoro a Palatium Vetus

Alessandria (AL) - 15 mag 2013 / 31 lug 2013

Palatium Vetus

A circa un secolo dal rinvenimento (primavera 1928), dopo la pubblicazione di Goffredo Bendinelli (1937) e di numerosi contributi di illustri archeologi e storici dell’arte romana, una serie di eventi ha negli ultimi anni attirato nuovamente l’attenzione su un singolare complesso di argenti di età romana (II-III secolo d.C.), noto come “Tesoro di Marengo” e conservato nel Museo di Antichità di Torino, stimolando la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie ad elaborare, d’intesa con la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria e la Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino, un articolato progetto di studio, di analisi e di valorizzazione, con l’obiettivo di comprenderne più a fondo le caratteristiche e di far conoscere i risultati delle ricerche anche al di fuori della cerchia ristretta degli addetti ai lavori. L’avvio delle iniziative ha coinciso con l’organizzazione del convegno Il tesoro di Marengo. Storie, misteri, ricerche e prospettive (Alessandria, 20 marzo 2010), promosso dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie e dalla Società di Storia Arte e Archeologia per le province di Alessandria e Asti, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria. Le storie, i misteri, le ricerche e le prospettive, che il titolo del convegno aveva posto all’attenzione dei diversi relatori, trovano ora nella pubblicazione degli atti (maggio 2013), finanziata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Torino e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, una sede di condivisione con un più ampio pubblico di studiosi e cultori della materia. Il rientro dei reperti dalla mostra L’età dell’equilibrio. Traiano Adriano Antonino Pio Marco Aurelio (Roma, 4 ottobre 2012 - 5 maggio 2013) ha fornito l’occasione di acconsentire alla richiesta di esporre gli argenti in una mostra temporanea in Alessandria, venendo incontro ad un desiderio da decenni manifestato dalle istituzioni e dalle associazioni culturali cittadine, nella convinzione che fosse importante condividere anche con la Città, che all’epoca si era mostrata distratta e disinteressata alle vicende del rinvenimento e della collocazione museale del Tesoro, lo stato attuale degli studi e le nuove prospettive di ricerca. Il progetto di valorizzazione del Tesoro di Marengo prevede: - L’esposizione temporanea Argenti di Marengo. Un tesoro nel tesoro a Palatium Vetus (Alessandria, 15 maggio - 31 luglio 2013) in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria; - Una serie approfondita di analisi, effettuate da ricercatori delle Università di Torino e di Padova, al fine di raccogliere nuovi elementi su tecniche di lavorazione, provenienza della materia prima, vicende post-deposizionali dei reperti, finanziate dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria. - Il riallestimento del Tesoro di Marengo nel Museo di Antichità di Torino e pubblicazione della guida breve, grazie alla collaborazione e al finanziamento della Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino. - La ripresa di studi approfonditi sui reperti e la pubblicazione di un volume monografico dedicato all’edizione complessiva degli argenti di Marengo, comprensiva dei risultati delle nuove analisi archeometriche, in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria. La mostra Argenti di Marengo. Un tesoro nel tesoro a Palatium Vetus costituisce un momento importante di questo progetto di valorizzazione e costituirà una linea di confine tra il passato e il futuro del Tesoro di Marengo. L’intento e la volontà degli organizzatori sono quelli di condividere anche in sede locale l’importanza di un complesso di reperti unico ed eccezionale nel panorama archeologico nazionale. Un percorso essenziale focalizza l’attenzione del pubblico sui principali momenti della sua storia e consente al visitatore di approfondire la conoscenza degli oggetti attraverso ingrandimenti fotografici che ne facilitano la percezione dei dettagli. Immagini e documenti aiutano a contestualizzare il rinvenimento nello scenario politico e culturale dell’epoca, mentre i contenuti della guida breve forniscono spunti essenziali di riflessione e di approfondimento bibliografico.

Fonte: Beni Culturali





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