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Il gran fuoco di Aligi Sassu (60 ceramiche e sculture dal 1939 al 1989)

Castelli (TE) - 17 lug 2013 / 12 ott 2013

Museo delle Ceramiche

E' prorogata fino al 12 di ottobre l'esposizione delle ceramiche di Aligi Sassu donata al Museo delle Ceramiche di Castelli dal noto collezionista Alfredo Paglione.Per consentire la visita della preziosa collezione di ceramiche e sculture anche alle scuole e alle Accademie d'arte l'Amministrazione della cittadina abruzzese ha stabilito il prolungamento della mostra anche in virtù del considerevole numero di visitatori che la preziosa collezione ha portato a Castelli dal 17 luglio scorso, e dal vivace interesse suscitato attorno alle opere le quali costituiscono un nucleo unico e singolare.A fianco di preziosi manufatti che risalgono fino al medioevo, prodotti in Castelli dai grandi maestri dell'arte ceramica, si è aggiunto nello storico Museo il valore, notevole, delle 200 opere del Maestro. Considerato, a ragione, uno dei più importanti artisti del novecento italiano, Aligi Sassu trovò nella ceramica, così come molti altri grandi artisti del secolo scorso, "materia" di ispirazione per la realizzazione di importanti e significative opere plastiche. Nelle sale dedicate al Maestro sono allestite le 200 opere provenienti dalla collezione di Alfredo e Teresita Paglione: una raffinata, quanto valevole selezione di opere fra cui il Cavallino marino, l'opera ceramica più importante di Aligi Sassu e l'Arlecchino azzurro, di cui si presentano anche i relativi esemplari in bronzo, il servizio da tavola I cavalli del mare in blu Vecchia Savona, l'alzata e le quattro zuppiere policrome con scene di cavalli e palafrenieri e i grandi piatti (14 pezzi unici) con scene di "cavalli" e "maison tellier" che nel 2009 troveranno una collocazione stabile e definitiva.L'esposizione, è il primo appuntamento per poter ammirare le opere che, nel 2009, troveranno spazio presso la Chiesa della Madonna degli Angeli, attigua al Museo, dove saranno collocate in permanenza: una sede prestigiosa per i lavori di un artista che a lungo si è confrontato con il tema del sacro.Un rapporto privilegiato fu quello fra Alfredo Paglione e Aligi Sassu: oltre quarant'anni di amicizia e stima professionale. Insieme si recano nel 1958 ad Albisola, da sempre uno dei centri più importanti e di tradizione nel panorama della ceramica d'arte in Europa ed anche luogo d'incontro di numerosi poeti fra cui Tullio Mazzotti, Salvatore Quasimodo, Enzo Fabiani, scrittori quali Mario De Micheli e Milena Milani, artisti italiani e stranieri fra cui Lucio Fontana, Enrico Baj, Luigi Broggini, Giuseppe Capogrossi, Roberto Crippa, Agenore Fabbri, Salvatore Fancello, Emilio Scanavino, Karel Appel, Corneille, Asger Jorn, Wilfredo Lam.Nel clima mitteleuropeo di quegli anni nascono le ceramiche di Sassu della collezione Paglione che rivelano l'operosità del Maestro nell'ambito di questo settore, un lavoro senza soluzione di continuità, dove Sassu coniuga indistintamente la serialità di certe soluzioni "produttive" - i servizi da tavola e le serie di piatti in terraglia dipinti in policromia - e le opere uniche, grandi piatti o sculture in maiolica o terracotta.Il lavoro e le influenze di un importante centro della ceramica del Novecento come è stata Albisola Marina, sono testimoniate da opere di grande valore artistico come il Cavallino marino (1939) e il servizio da tavola I cavalli del mare in blu "Vecchia Savona" del 1949, realizzati entrambi nella manifattura Ceramica Mazzotti del futurista Tullio d'Albisola.

Fonte: Beni Culturali





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