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RESTITUZIONI 2013. Tesori d’arte restaurati

Napoli (NA) - 23 mar 2013 / 9 lug 2013

Museo di Capodimonte e Palazzo Zevallos

“Restituzioni 2013. Tesori d’arte restaurati”. Dal 23 marzo al 9 luglio 2013 L’esposizione, ospitata in due prestigiose sedi, il Museo di Capodimonte e le Gallerie di Palazzo Zevallos Stigliano, presenterÓ al pubblico 45 nuclei di opere d’arte – per un totale di oltre 250 singoli manufatti – appartenenti al patrimonio del Paese e restaurati nello scorso biennio da Intesa Sanpaolo nell’ambito di Restituzioni, il programma che la Banca dedica da oltre vent’anni alla salvaguardia e alla valorizzazione del patrimonio artistico italiano. La mostra, curata e promossa da Intesa Sanpaolo, posta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, Ŕ organizzata in partnership con la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio storico, artistico ed etno-antropologico e per il Polo museale della cittÓ di Napoli, e si avvale del patrocinio del Ministero per i Beni e le AttivitÓ Culturali, del patrocinio del Comune di Napoli e della collaborazione dell’Associazione Amici di Capodimonte. La curatela scientifica Ŕ di Carlo Bertelli e Giorgio Bonsanti. Le opere esposte coprono un arco cronologico che va dall’VIII secolo a.C. al primo Ottocento e provengono da siti archeologici, musei e chiese dei territori di Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Puglia, Calabria, dai poli museali delle cittÓ di Venezia, Firenze e Napoli stessa, e dai Musei Vaticani. Importante la presenza di opere restaurate di ambito meridionale, tra cui il grande mosaico romano con scena di palestra da Reggio Calabria, la cosiddetta Tomba della Principessa di Canosa di Puglia, la celebre Stele Borgia che, insieme a due affreschi provenienti dalla Caserma dei Gladiatori di Pompei, al prezioso vaso dell’Amazzonomachia e alla Loutrophoros con Niobe e divinitÓ, giunge dal Museo Archeologico Nazionale partenopeo. Il Museo di Capodimonte – dove sarÓ protagonista il Trittico in alabastro con le Storie della Passione, il cui restauro Ŕ stato ospitato all’interno del Laboratorio di restauro dello stesso museo – ospiterÓ capolavori di arte antica e moderna: per citarne qualcuno, dal sarcofago egizio detto “del figlio di Iside” proveniente dal Museo Civico Archeologico di Bologna, al mosaico dell’emblema del leopardo proveniente da una domus di III-IV secolo di Faenza (RA), al dipinto di Dosso Dossi, Madonna col Bambino e santi Sebastiano e Giorgio, della Galleria Estense di Modena, al Martirio di Santa Cecilia di Orazio Riminaldi e al San Francesco in estasi di Jusepe de Ribera della Galleria Palatina di Palazzo Pitti a Firenze, a 12 disegni di G.B. Piazzetta e alla preziosa Stauroteca del Cardinal Bessarione delle Gallerie dell’Accademia di Venezia. Tra le opere anche una vetrata della chiesa di San Domenico restaurata dopo il danno subito durante il terremoto dell’Aquila del 2009. In Palazzo Zevallos Stigliano, sede museale partenopea di Intesa Sanpaolo, saranno messi a confronto importanti reperti archeologici provenienti dall’antica Daunia, oggi, per varie vicissitudini, sotto la tutela delle Soprintendenze della Puglia e del Veneto, insieme agli importanti reperti del museo archeologico di Napoli. Trait-d’union tra antico e moderno sarÓ un pezzo unico nella storia dell’arte: una fusione in rame e bronzo di Antonio Canova raffigurante una Testa di Medusa, del Museo Civico di Bassano del Grappa. Terminata l’esposizione, tutte le opere torneranno ai loro luoghi di origine, in una vera e completa “restituzione” al patrimonio del Paese. Nel cuore della cittÓ, i visitatori avranno inoltre la possibilitÓ di conoscere ulteriori tesori custoditi in prestigiose sedi cittadine, anch’esse coinvolte nel corso degli anni nel programma Restituzioni: • la chiesa dei santi Apostoli, dove saranno esposti nella loro ubicazione originaria i quattro dipinti su rame con le Virt¨ di Francesco Solimena che ornano l’altare Pignatelli, speculare all’altare “gemello” del Borromini (Restituzioni 2013); • il Museo Diocesano, dove sono visibili la Stauroteca di San Leonzio e il Ritratto funerario dell’Arcivescovo Uberto d’Ormont (Restituzioni 2008); • la Cappella del Tesoro di San Gennaro, dove nel 1996 sono stati restaurati grazie all’allora Banco Ambrosiano Veneto (oggi confluito in Intesa Sanpaolo) gli affreschi della cupola con la rappresentazione del Paradiso, dipinti da Lanfranco, e nella cui Sacrestia, che si trova all’interno del percorso del Museo del Tesoro di San Gennaro, si potrÓ ammirare per la prima volta da vicino e senza paramenti sacri – per concessione straordinaria di S.E. il cardinale Crescenzio Sepe – il Busto-reliquiario di San Gennaro, opera di orafi francesi attivi alla corte angioina di Napoli (Restituzioni 2008); • il Museo del Tesoro di San Gennaro dove sono conservati il Reliquiario del sangue di San Gennaro (Restituzioni 2008) e la statua dell’Arcangelo Michele (Restituzioni 2011). Alcuni filmati presentano le fasi di restauro delle opere consentendo di cogliere i delicati interventi che assicurano la massima leggibilitÓ e la migliore conservazione nel tempo delle opere stesse. NovitÓ di questa edizione di Restituzioni, al catalogo cartaceo in formato ridotto si affiancherÓ il catalogo generale – tutto edito da Marsilio – in formato pdf che, insieme alle relazioni di restauro, sarÓ fruibile gratuitamente sul sito www.restituzioni.com. Con il progetto Restituzioni, da oltre vent’anni, Intesa Sanpaolo si pone al fianco delle Soprintendenze archeologiche e storico artistiche nella periodica individuazione di un consistente numero di opere bisognose di interventi conservativi, nel loro restauro, nella organizzazione delle mostre temporanee che permettono al grande pubblico di conoscere i risultati degli interventi, nonchÚ nella pubblicazione dei cataloghi dove confluiscono le nuove conoscenze che il restauro ha consentito. Avviato nel 1989, Restituzioni ha gradualmente ampliato il proprio raggio di azione, di pari passo con la crescita del Gruppo Intesa Sanpaolo, e ha raggiunto oggi dimensione e importanza nazionali. Ad oggi, sono ormai quasi un migliaio le opere d’arte, di pubblica fruizione, che sono state restaurate e restituite alla collettivitÓ: una sorta di ideale museo, con testimonianze che spaziano dall’archeologia fino alle soglie dell’etÓ contemporanea, dalla pittura, alla scultura, all’oreficeria, alle manifatture tessili. Tutte le opere sono visionabili nel sito www.restituzioni.com. Scegliendo Napoli come sede della mostra, Restituzioni ha voluto sottolineare il profondo legame che unisce il Gruppo Intesa Sanpaolo alla cittÓ e al suo inestimabile patrimonio artistico.

Fonte: Beni Culturali





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