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Storie della prima Parma. Etruschi, Galli, Romani: le origini della citt alla luce delle nuove scoperte archeologiche

Parma (PR) - 12 gen 2013 / 2 giu 2013

Museo Archeologico Nazionale

Illustrando le scoperte archeologiche effettuate nel suo territorio nell'ultimo decennio, i curatori della mostra, Daniela Locatelli (Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna), Luigi Malnati (Direttore Generale per le Antichit) e Daniele F. Maras (Sapienza Universit di Roma), riescono a disegnare - e ridisegnare - il quadro storico finora noto per le fasi pi antiche della citt. Queste indagini, finora inedite, riportano alla ribalta il ruolo di Parma in epoca preromana nell’ambito della regione emiliana occidentale, da sempre ‘terra di confine’ posta tra l’Etruria propria e e le culture dell’Italia settentrionale (Veneti, Liguri, cultura di Golasecca), nonch punto di passaggio obbligato per le comunicazioni con i Celti d’Oltralpe. Si tratta di una serie di insediamenti di tipo stabile e di sepolture che si collocano intorno al centro urbano attuale e che testimoniano la continuit di occupazione a partire almeno dal VII secolo a.C. avanzato. Caratterizzati dalla presenza di materiali che denotano profondi legami con il mondo etrusco, questi ritrovamenti mostrano al tempo stesso connotazioni riconducibili a una ‘cultura mista’ determinata proprio dalla posizione della citt e dal suo contatto con le diverse culture circostanti, e consentono pertanto di chiarirne meglio il ruolo storico anche nel pi vasto ambito regionale. Una stessa fortunata stagione di scavi e scoperte ha messo in luce i documenti archeologici della prima occupazione di Parma in epoca romana, dopo la ‘parentesi’ gallica durata per oltre due secoli e di cui soltanto ora sono state scoperte le prime testimonianze materiali. cos risultato che, dopo la parentesi del V e del IV secolo a.C., le cui scarse testimonianze sembrano attestare la riduzione o la scomparsa dei centri abitati precedenti in corrispondenza con la prima presenza celtica nella pianura Padana, nel corso del III secolo il popolamento di Parma ha conosciuto un rinnovamento, in forme strutturate, con una concentrazione di tracce di abitato nel sito della citt attuale, che preludono all’installazione della colonia nel 183 a.C. perci nel contesto di un centro gi formato, il quale in et gallica rivitalizzava il popolamento etrusco di et arcaica, che si installarono i coloni Romani. Di questa colonia gli scavi degli ultimi decenni hanno rivelato le testimonianze pi antiche, sia dal punto di vista della vita civile che delle forme di culto, dove meglio si esprime il confronto tra la cultura latina ed italica con il mondo celtico e ligure. Grazie a un esemplare incontro tra i dati archeologici e le fonti letterarie (che in futuro avr eco anche nei libri di scuola), viene cos pienamente confermato il resoconto dello storico latino Tito Livio, che ricorda come “a Modena e a Parma furono fondate colonie di cittadini Romani, nel territorio che poco prima era stato dei (Galli) Boi, e prima ancora degli Etruschi”. L’iniziativa coinvolge istituzioni pubbliche e private, sia locali che a livello nazionale, unite nel comune intento di promuovere e diffondere la conoscenza dell’archeologia in ambito locale ed internazionale. Per valorizzare nel senso pi completo del termine tali ritrovamenti, si scelto da un lato un consistente aggiornamento dei dati noti accompagnato da approfondimenti storico-critici attraverso una pubblicazione scientifica destinata agli specialisti, dall’altro una ‘restituzione’ degli stessi dati alla cittadinanza mediante un’esposizione temporanea rivolta al grande pubblico. Ci nella convinzione che portare fuori dal ristretto ambito accademico conoscenze – che entrino a far parte del patrimonio di tutti e contribuiscano all’acquisizione di una maggiore identit culturale – possa dare un maggiore senso all’attivit di tutela condotta quotidianamente dalla Soprintendenza, agli oneri economici sostenuti dai tanti imprenditori che si trovano confrontarsi con il problema dei rinvenimenti archeologici, ai piccoli disagi inflitti alla cittadinanza con l’esecuzione degli scavi.

Fonte: Beni Culturali





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