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EVAN GORGA.IL COLLEZIONISTA

Roma (RM) - 19 ott 2013 / 12 gen 2014

Museo Nazionale Romano a Palazzo Altemps

Con l'allestimento della mostra "Evan Gorga. Il collezionista" la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma inaugura la nuova ala del Museo Nazionale Romano in Palazzo Altemps acquisita dallo Stato nel 2008.Risulta così completato il percorso di visita di questa sede del Museo Nazionale Romano che ospita la sezione di storia del collezionismo del Cinquecento e Seicento. I nuovi spazi consentiranno al pubblico di non ritornare sui propri passi al termine della visita, bensì di effettuare un percorso circolare tanto al piano terra, quanto al primo piano del museo. Oltre a quest'ala del palazzo che si affaccia sullo splendido cortile in cui sono stati riconosciuti gli interventi di Baldassarre Peruzzi e Antonio da Sangallo il Vecchio, l'area espositiva si arricchisce di altre tre sale che affiancano il salone Mattei. Queste compongono il cosiddetto Appartamento della stufa, situato al primo piano e affacciato direttamente su piazza di Sant'Apollinare. In totale, la superficie espositiva del museo acquista ulteriori 415 mq2.L'evento nell'evento è segnato dalla mostra "Evan Gorga. Il collezionista", che resterà aperta dal 19 ottobre 2013 al 12 gennaio 2014. Per la prima volta viene presentata una ricca selezione dell'articolata ed eclettica raccolta di archeologia del tenore Evangelista Gorga (1865-1957), acquisita dallo Stato nel 1950, e da allora conservata presso il Museo Nazionale Romano. Gorga raccolse una miriade di oggetti moderni e antichi che avrebbero dovuto formare, secondo le sue intenzioni, "il museo di tutti i tempi", o come scrisse ancora lui stesso:"il Museo Enciclopedico, che comprende tutto lo scibile, dall'Arcaico ai giorni nostri". Alla ricerca di documenti originali si è affiancata l'investigazione della singolare figura di Gorga - attivo nel mercato antiquario romano trala fine dell'Ottocento e i primi del Novecento - testimoniando così un tipo di collezionismo molto diverso da quello delle grandi famiglie rinascimentali del Cinque-Seicento, raccontato dalle prestigiose collezioni di Palazzo Altemps.La mostra presenta una selezione di circa 1800 oggetti, solo una minima parte tra le centinaia di migliaia di pezzi conservati, ed è allestita nei due grandi saloni della nuova ala.Sculture antiquarie acquistate dallo Stato da collezioni private contemporanee sono, invece, esposte per la prima volta nelle sale dell'Appartamento della Stufa, insieme a una scultura raffigurante Artemide, concessa in prestito dal museo Boncompagni Ludovisi. Questi ambienti del museo erano originariamente destinati a ospitare la residenza del duca Roberto Altemps e di sua moglie Cornelia Orsini. La denominazione "della stufa" appare già nei documenti cinquecenteschi. Infatti, uno degli ambienti era dotato di un impianto di riscaldamento, di cui oggi sono visibili tubature e tiraggi al di sotto del piano pavimentale. La sala, inoltre, è affrescata con dipinti originali di fine Cinquecento.La mostra, curata da Alessandra Capodiferro direttrice del museo, nasce nel solco degli studi condotti da Mariarosaria Barbera che nel 1987 assunse la cura scientifica della collezione Gorga su incarico dell'allorasoprintendente Adriano La Regina, e sfociarono nel primo volume interamente dedicato alla raccolta (1999, ed. Electa).Adesso soprintendente per i beni archeologici di Roma, così si esprime Mariarosaria Barbera nell'introduzione al nuovo volume pubblicato in occasione della mostra: "Nel 1999 (...) ricorrevo alla parola "sgomento", riferita alla disparata congerie di materiali costituenti la raccolta, così come alla constatazione del sistematico e disastroso smembramento della stessa.(...) La parola cui ricorro, in questo caso, è "soddisfazione": alla ricognizione e alla selezione dei materiali, per la maggior parte inediti (e certo ancora resta da scoprire) si è affiancata la ricerca di documenti originali, rinnovandol'intento di porre nella giusta luce la singolare figura del collezionista (...) e di valorizzare la ricca ed eclettica "collezione di archeologia" pervenuta ormai molti decenni fa nel Museo Nazionale Romano".

Fonte: Beni Culturali





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