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Roma (RM) - 21 apr 2010 / 26 set 2010
Dal 21 aprile nella vicina Curia Iulia, alla Basilica Aemilia sarà dedicata una mostra che vuole ricordare l'importanza nella storia romana di questo edificio affacciato sul Foro, poichè essa costituì un modello che fu imitato in tutto l'impero. La Curia Iulia è stata scelta come suggestivo luogo di esposizione dei rilievi che decoravano la Basilica narrando episodi celeberrimi delle origini di Roma, come il ratto delle Sabine da parte dei Romani di Romolo, e la punizione di Tarpea, la vergine vestale che, sperando in una ricompensa in gioielli, aveva aperto ai Sabini le porte della città e, per questo, punita dagli stessi Sabini e seppellita con i loro scudi. Questi rilievi, in parte esposti al Museo Nazionale Romano in Palazzo Massimo e in parte da tempo invisibili al grande pubblico, saranno dunque riuniti nella Curia, dove si potrà apprezzare di nuovo questo racconto articolato e vivacissimo della storia romana.
La mostra, in due sezioni e frutto di un progetto scientifico di Maria Antonietta Tomei, direttrice del Foro romano e del Palatino, insieme a Patrizia Fortini, intende presentare l'uso "politico" della Basilica Aemilia e delle altre basiliche erette nei fori di ogni città romana come spazio della memoria civica. In origine le basiliche risposero all'esigenza, avvertita nella Roma repubblicana a partire dal II sec. a.C., di avere a disposizione un ampio edificio coperto dove svolgere attività economiche e giudiziarie. Proprio la Basilica Aemilia, fondata nel 179 a.C, si trasformò per prima in un edificio anche "politico", perchè la famiglia degli Aemilii vantavano infatti progenitori illustri, tra cui il re Numa Pompilio, del quale si potrà vedere nella prima sezione della mostra l'unica statua che lo raffigura, trovata nella vicina Casa delle Vestali. Insieme a Numa, oltre ad una serie di immagini che rappresentano le monete in cui erano celebrati i grandi personaggi della gens Aemilia, viene esposto un bellissimo ritratto attribuito a M. Emilio Lepido, il collega di Ottaviano e Marco Antonio nel secondo triumvirato.
In questa sezione, i rilievi provenienti dalla Basilica (nei quali era presente anche Numa) mostreranno così l'intreccio esistente tra le memorie familiari e la storia di Roma. Essi sono stati anche oggetto di una nuova interpretazione: fino a poco tempo fa si pensava infatti che essi fossero collocati all'interno dell'edificio in modo da formare un lungo fregio continuo mentre solo di recente si è proposto che il racconto fosse scandito in una serie di pannelli separati l'uno dall'altro e dedicati ciascuno all'illustrazione di singoli episodi della storia di Roma, interpretazione dovuta a Klaus Stefan Freyberger dell'Istituto Archeologico Germanico di Roma.
La seconda sezione è dedicata a uno degli aspetti più importanti della trasformazione delle basiliche in edifici politici: la creazione di veri e propri cicli di statue tutte provenienti da basiliche per ricreare l'impressione destata da queste schiere di ritratti che, disposti l'uno di fianco all'altro occupavano la basilica, alternando uomini, donne e bambini, raffiguranti in tipi statuari diversi (la toga, però, costume simbolo dell'identità romana, prevaleva nelle statue maschili). Statue e ritratti provenienti dalla Basilica Aemilia, dalla Basilica Noniana di Ercolano, da Luni, da Velleia e da Lucus Feroniae illustreranno così la trasformazione della basilica in una sorta di palcoscenico del potere, soprattutto di quello imperiale.
Accompagnerà la mostra una guida breve edita da Electa, accompagnata dai contributi di Klaus Freyberger, autore della nuova ricostruzione dei rilievi raffiguranti la storia romana e che presenta la storia della Basilica Aemilia, e di Matteo Cadario, sulla trasformazione della basilica da monumento familiare degli Aemilii a spazio destinato alla rappresentazione della memoria civica e del potere imperiale.
La mostra è stata promossa dalla Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma in collaborazione con Electa.
Fonte: Beni Culturali
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