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Donne, gioielli e profumi: una lunga storia d’amore. Le collezioni del Museo archeologico di Lipari

Lipari (ME) - 22 giu 2013 / 30 set 2013

Museo Archeologico Bernabò Brea

L’uomo ha sempre cercato, fin dai tempi più remoti, di adornarsi con oggetti la cui rarità o la difficile reperibilità conferivano personalità, importanza e prestigio nell’ambito della comunità. Sembra strano, ma l’uomo probabilmente pensò dapprima ad adornarsi e poi a vestirsi. Nella preistoria, l’attenzione degli ornamenti era rivolta ad oggetti di difficile reperibilità costituiti da conchiglie, denti di animali, le cui origini risalgono a circa 40.000 anni fa. Gli ornamenti spesso conservano un valore di amuleto, per proteggere da malattie e dalle forze del male. Già con la preistoria l’uomo scopre l’oro, che per gli Egizi rappresentava la carne di Amon-Ra, dio del sole. L’oreficeria si raffina nel tempo, con i famosi orafi etruschi e durante l’età ellenistica (III-II a.C.) con la produzione di splendidi gioielli abbelliti da intarsi di pietre dure. La civiltà romana fu invece la prima ad utilizzare l’anello come segno di fidanzamento oltre alle funzioni di sigillo e talismano. Al desiderio di adornarsi con oggetti, nasce anche la cura del corpo, prima con evidenti segnali di distinzione in particolari riti religiosi (olii profumati, terre colorate), poi in età greca si afferma l’arte della cosmesi, la “kommotikè techne”, rivolta soprattutto al mondo femminile come ancora la conosce la donna di oggi. Buona parte di questa storia è rappresentata dai ritrovamenti archeologici e Lipari offre un ricco panorama di manufatti di assoluto prestigio ed importanza. In mostra i più raffinati reperti a partire dall’età del Bronzo fino all’età romana.

Fonte: Beni Culturali





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