Pescasseroli

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Fin dal 1283 - anno in cui Cristoforo d'Aquino ne ottenne la istituzione dal re Carlo d'Angio - si teneva nella piazza del paese, il giorno dell'otto di settembre, la fiera, ancora oggi iscritta nell'albo fieristico italiano. Già ai tempi di Varrone la popolazione si componeva quasi tutta di pastori. Delle tre grandi "vie d'erba" una appunto inzia da Pescasseroli, che e stata la capitale pastorale di questa zona. Traversando il ponte di S.Venere (Veneranda) sulla destra e ancora visibile l'inizio di uno dei grandi "Tratturi" segnato, fino a qualche tempo fa, con una pietra detta il "Titolo". Ai primi decenni dell'ottocento, in conseguenza della affrancazione Murattiana del Tavoliere, esplode l'economia pastorale che genera una classe sociale economicamente e culturalmente elevata. Quest'ultima fa prevalere in Pescasseroli l'attività della "Masseria da campo", cioé della proprietà agricola nel Tavoliere, sulla "Masseria delle pecore", cioé sulla attività pastorale, tradizionalmente pura e semplice, cui era viceversa dedita tutta la restante, piccola e forte, oligarchia proprietaria pescasserolese. La vicenda della transumanza, innestata ai nascenti processi sociali, e stata cantata dal poeta Cesidio Gentile (Jurico), nato nel 1847, che apprese da sé a leggere ed a scrivere al riflesso del fuoco negli stazzi.