Potenza

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La cittÓ ricostruita assunse l'aspetto di un centri periferico alquanto modesto, la cui fonte di ricchezza era rappresentata dall'agricoltura. Le precarie condizioni economiche impedirono lo sviluppo e la crescita di potenza, che, a partire dal 1301, speriment˛ il dominio di diverse famiglie, fino a che fu ceduta da Alfonso D'Aragona a Innico Guevara. La famiglia Guevara contribuý fortemente alla rinascita culturale e artistica della cittÓ: alla fine del Quattrocento provvide alla ristrutturazione della chiesa di Santa Maria del Sepolcro e alla costruzione dell'annesso convento mentre nel Cinquecento fece ampliare l'antico convento di San Francesco.
Nel 1621 Beatrice Guevara don˛ ai Cappuccini del convento di S. Antonio la Macchia il castello, che divenne la prima sede dell'Ospedale San Carlo.
Nella seconda meta del XVI secolo fiorý a Potenza la bottega del pittore Antonio Stabile, allievo di Silvestro Buona, le cui opere si diffusero in tutta la regione. Nel 1609 il chiostro del convento di San Francesco fu decorato da Giovanni Di Gregorio, al quale si devono anche numerosi altri dipinti conservati in diverse chiese locali. Nel 1694 un altro grave terremoto devast˛ il centro. La graduale ripresa legata soprattutto alla presenza di un folto gruppo di imprenditori, notai e proprietari di immobili urbani, riguard˛ in particolare le condizioni economiche e sociali della cittÓ, che nel 1806 assunse alla dignitÓ del capoluogo della Provincia napoleonica di Basilicata.
Potenza propone anche un'ampia scelta nel settore della ricettivitÓ.

Foto e testi gentilmente concessi da: Apt Basilicata