Catanzaro

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Nei sec. XV e XVI in Catanzaro trionfò la produzione della seta. I tessuti catanzaresi erano ricercati in tutta Europa. Nel 1528 la città respinse con le sue forze una spedizione francese, e venne insignita da Carlo V del titolo di fidelissima e dello stemma dell'aquila imperiale. Sede antica di studi, Catanzaro si ornò di nomi illustri: Vincenzo d'Amato, Elia d'Amato, Girolamo Pinnellio. Pur decadendo lentamente e venendo ripetutamente devastata da terremoti, conservò la sua dignità di capoluogo di provincia, divenendo poi anche sede della Giunta Regionale. Distruzioni e ricostruzioni hanno salvato poco del passato, tranne il castello regio detto di Carlo V, e qualche pittoresco scorcio di quartieri barocchi. Restano dell'antica città le chiese di Sant'Omobono, di San Giovanni Battista (oggetto di un ottimo restauro), Basilica dell'Immacolata, del Monte, dei Morti, dell'Osservanza, dei Francescani, della Maddalena, del Rosario (o di San Domenico), di San Rocco, dei Carmine, Cattedrale dell'Assunta e dei Santi Pietro e Paolo, di Santa Barbara, di Stratò. Notevoli anche i palazzi Ferrari e Fazzari. Amena è la Villa Comunale Trieste, sede di una ricchissima Biblioteca. Sono assai frequentate le feste e fiere di San Vito (13-15 giugno), San Vitaliano (16 luglio), San Lorenzo (5-10 agosto) e la grandiosa processione (Nuca) del Venerdì Santo; da dicembre a maggio vi si tiene una buona stagione di prosa.