Montebello

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Il borgo medievale oltre a interessare per i suoi panorami suggestivi, le sue bellezze architettoniche rimaste invariate nei secoli, ha una particolaritÓ che lo rende quasi unico in tutto il mondo: la presenza di un folletto all'interno del castello. A Montebello Azzurrina (questo Ŕ il nomignolo del fantasma) non poteva trovare luogo pi¨ adatto per far crescere, con il passare dell'epoche la sua favola - leggenda - veritÓ.
Di Azzurrina si hanno tracce in un documento dei primi del 690 che ripercorre, le disavventure della piccola Guendalina Malatesta, figlia di Ugolinuccio Malatesta. Corre l'anno 1575 quando a Montebello, allora sotto il dominio di U. Malatesta - siamo in un'epoca in cui i momenti di pace sono rari e brevissimi - si consuma la tragedia. Nel solstizio d'estate di quell'anno Ugolinuccio Malatesta Ŕ impegnato in una violentissima battaglia contro i Montefeltro. La figlia, Guendalina (che si saprÓ poi nata albina e quindi dalla pelle chiara, candida - l'albinismo tenuto nascosto dalla madre perchÚ ritenuto espressione del Demonio) e impegnata nel gioco con una palla fatta di stracci.
Alla sua difesa, il padre - personaggio severo e feroce - lascia due guardie. Queste non devono far altro che assecondarla senza mai perderla di vista. Le guardie ci riescono fino ad un certo punto. Il temporale che nel frattempo Ŕ scoppiato avvolge con un manto di oscuritÓ il castello rovesciando sulla campagna attorno pioggia, fulmini e tuoni. Una corsa pi¨ lunga e la palla rotola verso la ghiacciaia (grotta in cui solitamente si conservava il cibo). Azzurrina cerca di raggiungere il giocattolo. Un passo, due poi sotto gli occhi delle guardie, sorprese e spaventate, Guendalina scompare con un grido.