Castelvetro

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L'interno presenta sale con soffitti in legno e cornici con volute, fogliami, armi, conchiglie, fiori, mascherine, uccelli e delfini; ovunque appare la conchiglia, simbolo dei Rangoni. Tra i diversi dipinti che vi si conservano sono degni di attenzione una Madonna con Bambino del XVI secolo attribuita a Giovanni Antonio Scacciera e un Ges¨ Nazareno (XIX secolo) di Adeodato Malatesta. Nella sala dell'antico palazzo feudale ove Lucrezia Pico col figlio Fulvio Rangoni, nel 1564, accolse Torquato Tasso, e nella quale si vuole che egli abbia scritto il settimo canto della Gerusalemme Liberata, vi sono alcune tele che Ferdinando Manzini dipinse nel XIX sec. e che raffigurano Sorrento, patria del Tasso, il poeta che declama un canto del suo poema dal terrazzo del palazzo feudale, lo stesso poeta rinchiuso nell'Ospedale di S. Anna di Ferrara, il poeta seduto al suo tavolo di studio e il Chiostro di S. Onofrio sul Gianicolo, a Roma, dove egli attende d'essere incoronato vate in Campidoglio.