Sauris

Le stazioni invernali

Hotels Sauris
- Ristoranti - Prodotti Tipici -

Per chi preferisce i silenzi della montagna all'affollamento delle piste, per chi vuole trascorrere qualche giorno di relax, a totale contatto con la natura, per chi - oltre a sciare - ama fare anche d'inverno passeggiate nei boschi e nelle radure coperte di neve, per chi ama le tradizioni e la buona tavola, in Carnia c'Ŕ un luogo da scoprire, Sauris, il comune pi¨ alto del Friuli Venezia Giulia (collocato fra i 1000 e i 1400 metri di altitudine), circondato da una corona di monti che ne ha determinato, nel corso dei secoli, l'isolamento e ne ha fatto uno dei luoghi pi¨ affascinanti - sia dal punto di vista naturale che culturale - della montagna friulana. A Sauris, infatti, si parla ancor oggi un dialetto (o forse Ŕ meglio dire una lingua) particolarissimo, d'origine tedesca, testimonianza del passato di queste terre, dove alla fine del XIII sec. si era insediata una comunitÓ proveniente d'Oltralpe, che ha saputo mantenere intatte, fino ai giorni nostri, non solo parlata, ma anche le tradizioni, la gastronomia, le usanze, l'architettura.
Sauris, Ŕ conosciuta non solo per le sue antiche tradizioni, ma anche per la sua gastronomia per i suoi ristoranti (fra i migliori del Friuli), per i suoi piccoli ma confortevolissimi alberghi. Tipici di Sauris sono il prosciutto e i salumi affumicati (nonchŔ la ricotta, pure affumicata) e la grappa, in cui vengono messi a macerare i germogli dei mughi, conifere d'alta montagna. A Sauris si scia su alcune facili piste, ideali per i bambini ed i principianti, ma chi vuole ha a disposizione anche una pista di slalom omologata dalla FISI.
Chi ama lo sci escursionistico, pu˛ percorrere un itinerario panoramico di una decina di chilometri, mentre per i fondisti viene tracciato un anello in una zona ben soleggiata. Quando andarci? Per un lungo week-end alla ricerca di tranquillitÓ e relax, per le feste di Natale, o - ancor meglio - per Carnevale, quando in paese e nei boschi si celebrano gli antichi riti di un tempo, propiziatori della rinascita della terra e della vita. Protagonisti della festa sono alcune figure tradizionali: il "Rolar" e il "Kheirar", che percorrono le vie del paese accompagnati da un corteo di maschere, che possono essere brutte ("Schentana schembl") o belle ("Scheana schembl"): l'importante Ŕ che chi vi partecipa sia irriconoscibile, e quindi abbia il volto coperto. Le maschere sono in legno intagliato, come quelle (terrificanti e grottesche) conservate al Museo delle Arti e Tradizioni Popolari di Tolmezzo.