Greccio

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Sul fondo della cappella, sopra l'altare, si vede infatti un affresco, attribuito al Maestro di Narni, del 1409 e rappresentante, a destra, la NativitÓ di Cristo e, a sinistra, il Presepio di Greccio. Fuori della cappella si incontrano due affreschi: una NativitÓ, di scuola Umbromarchigiana, e un S. Giovanni Battista. Si visitano poi il primo dormitorio dei frati, la cella dove il Santo dormiva sulla nuda roccia, e il luogo dove si trova il pulpito di San Bernardino. Si passa quindi nella suggestiva Chiesina della prima metÓ del Duecento, dedicata a San Francesco, con volta a botte decorata di stelle e dell'immagine del B. Giovanni da Parma. Essa conserva i rudi stalli del coro, il leggio e il supporto ligneo girevole della lanterna che serve ad illuminare le pagine del libro corale.
Sull'altare Ŕ esposta una tavola cinquecentesca di scuola umbra rappresentante la Deposizione tra Santi, e, sulla parete di sinistra, sopra un interessante affresco trecentesco che raffigura il Santo a cui un angelo annuncia la remissione dei peccati, e incastrato un bel tondo del Quattrocento attribuito al fiorentino Biagio di Antonio, rappresentante la Madonna col Figlio. In un piccolo oratorio attiguo, a sinistra, e collocata una tela incollata su tavola probabilmente del tardo Cinquecento, rappresentante S. Francesco che si asciuga gli occhi con un pannolino.
Non si deve assolutamente dimenticare di salire nel dormitorio di San Bonaventura (fine XIII sec.), con divisori lignei e con le piccole celle che si collocano sui due lati di uno stretto corridoio. Esiste un sentiero che porta alla roccia del Tizzo, al Romitorio del B. Giovanni da Parma e ad una loggia quasi sospesa, arditissimamente, a mezz'aria, da dove si gode un vastissimo panorama.