Lago Maggiore

Isola dei Pescatori o Superiore

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Separata dall'Isola Bella dalla piccola isoletta detta La Marghera, raggiungibile a piedi dalle altre isole quando il livello dell'acqua si abbassa, l'Isola dei Pescatori si estende su una superficie di circa 300 m di lunghezza e 100 m di larghezza. Nota anche con il nome di Isola Superiore, si caratterizza per la sua diversità dalle due isole maggiori del gruppo delle Borromee, l'Isola Bella e l'Isola Madre, per l'assenza di palazzi e giardini nobiliari che sono invece le principali attrattive di queste ultime. Vi sorge infatti un piccolo borgo, ancora oggi abitato da pescatori, che ha mantenuto la suggestiva bellezza dei villaggi della zona. Le graziose abitazioni, quasi tutte bianche ma ravvivate da infissi colorati, ballatoi di legno e portali di pietra, sono a malapena separate le une dalle altre da stretti passaggi ad arco e insieme formano un agglomerato vario e pittoresco percorso da vicoli angusti e tortuosi che intersecano l'unica strada centrale del paesino, stretta e lunga, sulla quale si affaccia la maggior parte dei negozi. Sull'isola, appartenente in passato alla pieve di Baveno, si trovavano dei terreni di proprietà dei monaci di Scozzola, dell'abbazia di S.Donato a Sesto Calende: su uno di questi i frati, forse già alla fine del X secolo, fecero edificare una cappella che dedicarono a San Gandolfo Martire. Successivamente rimaneggiato e trasformato in chiesa parrocchiale, l'edificio venne dedicato nel 1627 a San Vittore e in seguito più volte restaurato. Dell'antica cappella romanica è stata conservata solamente l'abside, corrispondente all'attuale cappella laterale sinistra, decorata con tre arcate cieche e mattoni di cotto. Un primo aumento della popolazione nell'abitato, che fino a poco tempo fa non occupava nemmeno l'intera superficie dell'isola, si ebbe nel XV secolo, quando numerose persone vi cercarono un rifugio dalle guerre, dalle invasioni e dalle epidemie di peste che allora flagellavano la zona dell'entroterra. Ma l'incremento maggiore si verificò tra la fine del Cinquecento e l'inizio del Seicento, epoca in cui si trasferì sull'isola gran parte degli abitanti dell'Isola Bella dove proprio in quel periodo Carlo III Borromeo e poi suo figlio Vitaliano VI decisero di costruire la lussuosa residenza per la famiglia e il magnifico parco la cui realizzazione comportò imponenti lavori di trasformazione e di rifacimento. Dell'attuale popolazione solo un'esigua parte si dedica ancora alla pesca, mentre il numero maggiore è impegnato in attività legate al turismo e alla ristorazione. Lo spettacolo delle lucie, le tipiche imbarcazioni da pesca con tenda a cupola sostenuta da ferri arcuati, che ancora oggi escono all'alba per il lancio delle reti costituisce comunque un aspetto fondamentale del fascino dell'isola, molto amata dai pittori paesaggisti lombardi del XIX sècolo quali Filippo Carcano e Mosè Bianchi.
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