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Il Tartufo è conosciuto e apprezzato fin dagli albori della storia, sulla sua origine si sono addotte le ipotesi più bizzarre. Secondo alcuni era il frutto della germinazione del fango prodotta dall'impatto di un fulmine con la terra, per altri ancora era l'organo riproduttivo di particolari insetti o ancora un singolare rappresentante del mondo minerale. Oggi è ormai noto che si tratta del corpo fruttifero di funghi ipogei, cosiddetti perché si sviluppano sottoterra, appartenenti al gruppo dei simbionti, poiché vivono in stretto legame con le radici di piante arboree, quali il pioppo, la quercia, il salice e il tiglio. Numerose sono nel mondo le specie di tartufi, tra i tanti il più pregiato è senza dubbio il Tuber Magnatum Pico, volgarmente conosciuto come Tartufo Bianco d'Alba, cresce nei terreni argilloso-calcarei, con una forma più irregolare e piatta in quelli compatti o tondeggiante nei più soffici, ad un'altitudine massima di 400-500 metri. Il suo colore, che va dal bianco, a volte con venature rosa, al grigio-marrone, dipende invece dalle piante con cui vive in simbiosi. La sua vita è breve, può essere comunque conservato per alcuni giorni in luogo fresco, avvolto in un canovaccio di cotone o in carta assorbente. Dall'aroma intenso e unico, apprezzato dai palati raffinati, servito rigorosameme a crudo, arricchisce i piatti della cucina di Langa e Roero.