Barolo

Il Barolo

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La zona di produzione - È un anfiteatro di colline dolci e riposanti, nelle Langhe, con un'altitudine variabile tra i 200 e i 500 metri s.l.m., dove la vite domina su scenari pittoreschi, ricchi di colori suggestivi e di inattesi contrasti. La zona di produzione del Barolo interessa undici paesi: Barolo, Castiglione Falletto e Serralunga d'Alba per l'intero territorio comunale e La Morra, Novello, Monforte d'Alba, Verduno, Grinzane Cavour, Diano d'Alba, Roddi e Cherasco in parte.
Il vitigno - Il Nebbiolo (forse da "nebbia", perchè l'uva matura in autunno inoltrato o perchè gli acini a maturazione sono abbondantemente ricoperti di pruina) è un vitigno molto esigente per quanto riguarda giacitura ed esposizione del terreno, lavorazioni e concimazioni. Di antichissima origine, il Nebbiolo ha subito nel corso dei secoli numerose mutazioni che si sono selezionate in sottovarietà oggi ben conosciute dai viticoltori: sono atte ad originare il prezioso Barolo le sottovarietà Michet, Lampia e Rosé, dalle differenti attitudini colturali e capacità produttive. Il vitigno Nebbiolo richiede terreni calcarei e tufacei, germoglia precocemente (10-15 aprile) ed è piuttosto sensibile agli sbalzi di temperatura, per cui esige di essere coltivato in posizioni ben soleggiate e al riparo dalle gelate e dai freddi primaverili. Il Disciplinare di Produzione che regolamenta la D.O.C.G. Barolo prescrive che la quantità di uva prodotta non debba essere superiore a 80 quintali per ettaro: anche in annate eccezionalmente favorevoli (ma purchè non si oltrepassi di più del 20% il massimo prescritto) la produzione dovrà essere riportata a tale limite attraverso un'accurata cernita delle uve.
Il Vino - Dalle infinite cure dei vignaioli e dalle premure profuse - secondo la trazione - nelle silenziose cantine, si rivela il segreto del vino. Il Barolo, già vino a Denominazione di Origine Controllata dal 23 aprile 1966, viene conservato per almeno tre anni - come prescrive la legge (D.P.R. 1 luglio 1980) che riconosce e disciplina la Denominazione di Origine Controllata e Garantita - ma spesso si affina più a lungo nelle botti di rovere o di castagno, in modo da potersi fregiare (oltre i cinque anni) della dizione "riserva". Si presenta così morbido e vellutato, brillante e di coloro rosso granato con riflessi aranciati. Il profumo, intenso, evolve dal sentore di viola sfumando in un bouquet etereo, assai particolare; il sapore si concreta in sensazioni armoniose di pienezza ed austerità, gradevolmente persistenti. Per il suo tenore alcolico e per la sua ricchezza di sostanze è per eccellenza vino da lungo invecchiamento, ugualmente adatto alla raffinata gastronomia della cucina internazionale come agli arrosti, alla selvaggina, ai formaggi della cucina rustica e piena di sapori. Spesso però il piacere di stappare una bottiglia di vecchio Barolo non è necessariamente legato alle delizie della tavola, ma un segno di ospitalità e di amicizia: il Barolo si rivela allora ottimo vino da compagnia e da meditazione. In ogni caso sarà preferibile un calice con la coppa a tulipano, di vetro o di cristallo liscio, per meglio esaltarne profumo e colore.

Riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata con D.P.R. 23 aprile 1966
Riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata e Garantita con D.P.R. 1 luglio 1980
Vitigno: Nebbiolo (sottovarietà Michet, Lampia, Rosé)
Produzione massima per ettaro di vigneto specializzato: 80 quintali di uva - 52 ettolitri di vino
    Caratteristiche organolettiche previste dal disiplinare
  • Colore: rosso granato con riflessi aranciati
  • Odore: profumo caratteristico, etereo, gradevole ed intenso
  • Sapore: asciutto, pieno, robusto, austero ma vellutato, armonico
  • Grado alcolico minimo: 13% in volume
  • Acidità totale minima: 5,00 per mille
  • Estratto secco minimo: 23 per mille
  • Invecchiamento: minimo prescritto 3 anni, di cui 2 in botti di legno di rovere o di castagno