Isola dell'Asinara

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L'Isola dell'Asinara, disabitata, amministrativamente fa parte del comune di Porto Torres. Geograficamente è situata di fronte a Stintino a nord di Capo Falcone, nella Sardegna nord-occidentale, dalla quale è separata da uno stretto canale. Morfologicamente è montuosa, con coste alte e frastagliate, tra le quali si inframezzano spiagge, cale e calette ancora integre tra le quali cala Arena e cala Sant'Andrea. La vegetazione è scarsa anche per la mancanza di corsi d'acqua.
Tracce della presenza umana, databili intorno al Neolitico, ne segnalano l'antichità della frequentazione; i Romani la chiamarono prima Herculis Insula poi Insula sinuaria, sicuramente per via della sua forma sinuosa. Durante il periodo della dominazione catalano-aragonese sulla Sardegna (XIV-XVIII secolo) veniva indicata, nei documenti regi, con il toponimo La Linayre. Fu contesa tra Pisa, la Repubblica di Genova e gli Aragonesi; nel 1718 passò ai Savoia. Col tempo arrivarono sull'Isola dell'Asinara pastori sardi e pescatori liguri originari di Camogli, che vi abitarono sino alla fine del 1800. Nel 1842 diventò parte integrante del Comune di Porto Torres, all'epoca recentemente istituito. In seguito al Decreto Regio n. 3183 del 1885, emanato dal Re Umberto I, che prevedeva l'esproprio dei terreni dell'isola per la realizzazione di una colonia penale agricola e di una stazione sanitaria marittima di quarantena, i cinquecento abitanti furono forzatamente allontanati e l'Isola dell'Asinara fu interdetta all'accesso.
A Stintino, presso la locale chiesetta, è presente la statua originale della "Madonna della Difesa" che gli ex Asinaresi portarono con se durante l'esodo del 1885. Sempre a Stintino è ancora viva e in piena attività la Confraternita "Beata Vergine della Difesa" costituita nella metà del 1800 all'Asinara. Tale confraternita ha funzioni di carattere religioso e assistenziale.
L'Isola dell'Asinara è rimasta chiusa al pubblico dal 1885 al 1999, in un isolamento totale rafforzato nei primi anni sessanta dall'istituzione del carcere di massima sicurezza in cui vennero internati brigatisti e mafiosi. Durante la Iª guerra mondiale nella stazione sanitaria transitarono i prigionieri di guerra austro-ungarici, costretti a rimanere sull'isola in osservazione sanitaria. Molti perirono di malattie e stenti e ora i loro resti riposano in un ossario costruito nel 1936 come alternativa alle fosse comuni nelle quali furono tumulati e cosparsi con abbondante calce. Nel maggio del 2009 il Comune di Stintino ha chiesto ufficialmente di essere inserito nell'Ente Parco. Stintino infatti è la località geograficamente più vicina all'Isola dell'Asinara e il centro della quasi totalità dei traffici di passeggeri per l'isola.
L'Isola dell'Asinara è sede dell'omonimo parco nazionale dal 28 febbraio 1998, giorno in cui la Cantiello, la nave dell'istituto Penitenziario lasciava per l'ultima volta Cala d'Oliva con gli ultimi funzionari del carcere e gli agenti di polizia penitenziaria.
Ricchissima di avifauna e di ittiofauna, non è invece più presente la foca monaca. Sono presenti allo stato brado molti asinelli albini, che costituiscono un richiamo per i visitatori, insieme alla riscoperta di una Sardegna di cinquant'anni fa.
Grazie alle alterne vicissitudini storiche e alla permanenza del carcere nell'ultimo secolo, l'Isola dell'Asinara è a oggi la prima grande isola del mar Mediterraneo non cementificata.
Intorno all'isola è tutelata anche l'Area naturale marina protetta Isola dell'Asinara.

Autore foto: Tomi - Licenza: Creative Commons

All'Isola dell'Asinara ospitalità in hotel, agriturismo, bed&breakfast, camping, casa vacanze, affittacamere, residence, villaggi turistici e case per ferie.


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