Lipari

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Sono ben conservate le mura erette dagli Spagnoli nel secolo XVI, le imponenti fortificazioni cinquecentesche che si ergono a Sud e inglobano precedenti fortificazioni del secolo XIII, con torri a difesa piombanti e una torre, elemento delle mura greche, la quale presenta ancora 23 filari isodomi di blocchi squadrati. Da questa porta-torre e da un passaggio con volte ogivali si accede dalla civita all'ampia zona del Castello. All'inizio del nostro secolo uno squarcio praticato nelle mura ha interrotto le fortificazioni spagnole (distruggendo così parte delle vestigia preistoriche e classiche), per creare un accesso diretto dalla via Garibaldi alla Cattedrale.
La necropoli greca di Lipari si estende nella pianura di Diana frà il vallone Ponte e il vallone di Santa Lucia a Nord. In questa contrada essa si sovrappone a un vasto insediamento preistorico fiorito dalla fine del neolitico medio alla prima età del bronzo, ma nel quale la massima intensità di vita si è avuta nel neolitico superiore, in quella fase culturale cioè che in tutta l'Italia è oggi designata con il nome di "cultura di Diana". La necropoli classica è una delle più ricche della Sicilia. In quest'ultimo trentennio scavi sistematici hanno recuperato i corredi di oltre 1750 tombe, ora esposti nel Museo Eoliano. Le più antiche risalgono al VI sec. a.C., ai decenni successivi alla fondazione della Lipara greca, e presentano ceramiche corinzie, attiche a vernice nera e di altre fabbriche della Grecia. Particolarmente ricche le tombe del V del IV e degli inizi del Ill secolo a.C. a inumazione con sarcofago di terracotta, di mattoni crudi o di pietra oppure a cremazione, in alcune delle quali sono stati rinvenuti grandi crateri e altri vasi figurati o policromi del "Pittore di Lipari" e vasi decorati nello stile Gnathia. Più povere e quasi sempre a cappuccina di tegole sono le tombe dell'avanzato ellenismo, successive alla distruzione del 251 a.C. Le tombe di età romana (I sec. a.C. - Il sec. d.C.) sono ricche di bronzi, di vetri, di lucerne figurate. Nell'area della necropoli e precisamente agli inizi della rotabile per Piano Conte, nei pressi del plesso scolastico, sono due grandi ipogei funerari di età imperiale romana (Il sec. d.C.) e almeno un altro analogo è nel terreno della mensa vescovile dove sono anche resti di altri monumenti funerari più tardi (IV-V sec. d.C.). La necropoli si estendeva al di fuori dell'area urbana della città antica, la quale non superava di molto l'estensione di quella attuale, come dimostra la recente scoperta delle mura urbiche del IV sec. a.C.