Vulcano

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Si tratta di efflorescenze (sublimazioni fumaroliche) a solfato di ferro e di alluminio trasudate dal terreno. Tali formazioni scompaiono con le precipitazioni. Attorno ai faraglioni e dinanzi alla spiaggia si verifica il tipico fenomeno del gorgoglio dell'acqua provocato da fumarole submarine. Sul fondo si scorgono depositi di zolfo colloidale sotto forma di esili filamenti fioccosi, che conferiscono al mare un aspetto lattiginoso. Il gas, erompendo, genera sulla superficie marina innumerevoli bolle. Il fenomeno si pud osservare molto bene dall'alto dei faraglioni, quando il mare è calmo. All'inizio del secolo scorso, il generale borbonico Nunziante creò a Vulcano l'industria per l'estrazione dello zolfo e dell'allume con buona attrezzatura di strade e di fabbriche. Nella seconda metà del secolo, lo scozzese Stevenson acquistò tutta l'isola e continud l'opera del suo predecessore con criteri razionali. Una mulattiera si spingeva dentro la grande voragine craterica, dove vennero anche costruiti ricoveri in muratura per gli operai. L'ultima formidabile esplosione lanciò tutto per aria.
Presso il porto sgorga una sorgente termale chiamata Acqua di Bagno. Cospicuo è il potere terapeutico di queste acque.
Vulcanello (m 123), sorto dal mare nel 183 a.C. da una eruzione sottomarina, forma una penisoletta e si compone di tre crateri impiantati su di una alternanza di lava e di prodotti piroclastici. Nella parte orientale, per la erosione degli agenti marini e atmosferici, si può osservare una interessante sezione che mette in evidenza come è costituito un cono vulcanico: successioni di colate di lava e strati di materiali piroclastici.