Isole Eolie o Lipari

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Le navi liparesi dominavano il basso Tirreno e nel 393 a.C. intercettarono una nave romana che portava a Delfi un grande vaso d'oro rappresentante la decima parte del bottino della conquista di Veio. Ma il loro supremo magistrato Tirnasiteo lo fece restituire, trattandosi di un'offerta sacra al dio Apollo, che i Liparesi veneravano. Nel 427 a.C., durante la prima spedizione ateniese in Sicilia, sotto Lache, i Liparesi strinsero alleanza con i Siracusani, forse per la loro comune origine dorica. Subirono attacchi, come afferma Tucidide, da parte della flotta ate- niese e reggina, ma senza gravi conseguenze.
Nella spedizione cartaginese del 408- 406 Lipari fu di nuovo in relazioni amichevoli con Siracusa. Venne percid attaccata dal generale cartaginese Imilcone che, impadronitosi della città, estorse agli abitanti una indennità di 30 talenti. Partiti i Cartaginesi, Lipari tornò nel pieno godimento della sua indipendenza.
Durante la dominazione di Dionisio il Vecchio, Lipari rimase a fianco di Siracusa e, successivamente, di Tindari. Nel 3041 l'isola venne aggredita da Agatocle che le impose un tributo di 50 talenti, perduto durante la traversata verso la Sicilia, per una tempesta attribuita alla collera di Eolo. Successivamente Lipari cadde sotto il giogo cartaginese, nel quale si trovava quando scoppid la prima guerra punica.
Per i suoi eccellenti porti e per la sua posizione di alto valore strategico, l'Arcipelago divenne una delle migliori stazioni navali cartaginesi.
Nel 262 il console romano Cn. Cornelio Scipione, illudendosi di potersi impadronire agevolmente di Lipari, venne ivi bloccato da Annibale e catturato con tutta la sua squadra. Nel 258 Atilio Calatino cingeva Lipari di assedio. Nel 257 le acque delle Eolie furono teatro d'una accanita battaglia tra la flotta cartaginese e quella romana. Lipari fu conquistata dai Romani nel 252 a.C. Rasa al suolo con "inumane stragi" perse con l'indipendenza la prosperità economica. Iniziò per essa un periodo di grave decadenza.
Continuo peraltro a trarre vantaggi economici notevoli dall'industria dell'allume, che probabilmente fin dall'età del bronzo si estraeva nell'isola di Vulcano e del quale Lipari aveva nel mondo antico il monopolio.
Molto frequentate erano anche le eccellenti acque termali di Vulcano e di Lipari, che ebbero una notevole rinomanza anche nella Roma imperiale. Cicerone ricorda Lipari fra le Civitates decumanae e parla dei soprusi che essa subì da parte di Verre.
Le isole Eolie ebbero una grande importanza strategica durante la guerra civile fra Ottaviano, padrone dell'Italia, e Sesto Pompeo, padrone della Sicilia. Lipari, fortificata da Sesto Pompeo, fu conquistata nel 36 a.C. da Agrippa, ammiraglio di Ottaviano, che fece dell'isola di Vulcano la base della sua flotta per le operazioni che precedettero la battaglia navale di Milazzo e per il successivo sbarco in Sicilia.
Lipari subi in questa occasione nuove devastazioni e nuovi disastri. Sembrerebbe che successivamente essa abbia potuto godere dello stato giuridico di municipium. Plinio la defini oppidum civium romanorum. Non abbiamo notizie relative a Lipari per tutta l'età imperiale romana (I-IV sec. d.C.). Sappiamo solo che l'imperatore Caracalla, dopo avere fatto uccidere il suocero Plauziano, vi relegò la moglie Plautilla e il cognato Plauzio che morirono in esilio.
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