Lari

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Lari conserva numerosi resti del suo illustre passato quando era di fatto il capoluogo delle Colline Pisane e importante centro politico, amministrativo e agricolo.
Conquistata e fortificata dai Longobardi, fino al XI secolo rimane libero comune rurale (il cui probabile stemma - a tre bande orizzontali blu, bianca e verde con al centro una volpe (forse un lupo) "passante al naturale", era in uso fino al '600).
Risale all'epoca longobarda (che avevano scelto Lucca come capitale della Toscana) l'inclusione (fino al XVII secolo) di Lari nella diocesi di Lucca. Conteso tra Lucca (Comune e vescovo), Pisa (Comune e vescovo) e Repubblica di Firenze, Lari nel XIII secolo cade in mano alla famiglia degli Upezzinghi e nel 1406 in quella della città del giglio. Firenze eleva Lari al rango di capoluogo delle Colline pisane e livornesi, ospitando i Vicari del governo fiorentino (membri delle più nobili famiglie cittadine: Medici, Pitti, Capponi, Guicciardini e altre).
Il Vicariato di Lari aveva giurisdizione su un vasto territorio che si estendeva da Pontedera a Riparbella, da Palaia e Peccioli a Rosignano Marittimo e Livorno. Durante i primi secoli della dominazione fiorentina la frazioni settentrionali vengono spopolate, con il Comune di Perignano che si riunisce ormai a Lari. Con le riforme asburgo-lorenesi dell'800 e l'annessione al Piemonte, Lari perde progressivamente importanza amministrativo-giudiziaria, mantenendo però, fino a metà del 900, una certa importanza commerciale e agricola. In epoca fascista le frazioni sud vennero staccate dal comune di Lari per creare il comune di Bagni di Casciana, oggi Casciana Terme.
Oggi Lari conserva le imponenti strutture della fortezza rinascimentale, già residenza dei Vicari fiorentini. Il complesso, ben conservato, è sede del museo Filippo Baldinucci, intitolato all'illustre storico dell'arte che fu vicario di Lari nel 600. Nel complesso sono visibili reperti etruschi, romani e rinascimentali (terrecotte invetriate dei Della Robbia), affreschi medievali e rinascimentali, il "Salone dei tormenti", le carceri, i sotterranei detti "l'inferno".
Il Castello, dopo alcuni decenni d'abbandono, negli ultimi anni ha vissuto un momento di rinascita diventando la principale risorsa del centro storico, richiamando numerosi turisti. Non sono pochi coloro che si recano al Castello anche per vedere i luoghi che secondo alcune testimonianze sarebbero abitati dal locale fantasma, di nome Rosso della Paola.

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