Montopoli in Val d'Arno

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Montopoli in Val d'Arno fu qualificato da Giovanni Boccaccio "Castello Insigne" per le sue possenti fortificazioni.
Scavando nel sottosuolo di Montopoli in Val d'Arno sono stati rinvenuti materiali che parlano di insediamenti umani molto antichi, del periodo etrusco e romano. In particolare, il materiale etrusco Ŕ stato datato al III secolo a.C. e presenta caratteristiche analoghe a ritrovamenti tipici dell'area di Volterra. Anche prima del medioevo e delle prime testimonianze storiche, sul colle di tufo c'era qualcuno.
I documenti storici parlano per la prima volta del castello di Montopoli nel 1017. Il Vescovo di Lucca, signore del territorio, lo fece costruire per dare scampo dalla minaccia dei barbari agli abitanti del borgo della pieve di Mosciano, che si trovava in riva al piccolo fiume Chiecina. Quando un messaggero impaurito e trafelato annunciava l'arrivo degli Ungari o degli Avari, l'unica possibilitÓ di salvezza per chi viveva in pianura era afferrare quel poco che poteva portare con sÚ e correre in alto, fra mura robuste, in cui potesse difendersi a lungo: fino all'arrivo dell'esercito amico oppure fino a vedere il nemico andarsene, stanco di un inutile assedio. E tanto frequenti erano le scorrerie e gli assedi che il Vescovo fece trasferire quella gente a Montopoli, nel castello, che fu pi¨ avanti definito "insigne" dal Boccaccio per la potenza delle sue difese.
Il castello di Montopoli in Val d'Arno conserv˛ grande importanza strategica per quasi tutta l'epoca medioevale. Rest˛ sotto la giurisdizione del vescovo di Lucca fino al 1162, quando fu assegnato dall'imperatore Federico di Svevia alla fedele Pisa ghibellina. Lucca, nemica atavica di Pisa, non accett˛ lo smacco e si alle˛ con Firenze, astro nascente della politica toscana. Montopoli in Val d'Arno si trov˛ quindi al centro di ripetute ed aspre contese tra Pisa e Firenze; Nel 1222 l'esercito fiorentino affront˛ quello pisano a Castel del Bosco e lo sconfisse pesantemente, lasciando molti morti sul campo e facendo 1200 prigionieri. Fu imposta a Pisa la restituzione del castello al vescovo lucchese, ma i pisani quindici anni pi¨ tardi lo riconquistarono. Ci˛ determin˛ un nuovo intervento dell'esercito fiorentino, che nella battaglia di Pontedera inflisse ai pisani una nuova, dura sconfitta nel 1259. Nel 1274 Giovanni Visconti, giudice di Gallura, potente cittadino guelfo pisano, dopo essersi alleato con fiorentini e lucchesi, pose l'assedio a Montopoli in Val d'Arno costringendo gli abitanti a venire a patti con lui e diventando il signore del Castello. Questa alternanza fra la dominazione Pisana e Fiorentina dur˛ fino al 1349, quando Montopoli in Val d'Arno si sottomise volontariamente a Firenze, che ne fece sede di un proprio vicariato e di una guarnigione stabile, che si oppose vittoriosamente a nuovi tentativi di conquista, fra cui l'assalto di Castruccio Castracani nel 1328 e la battaglia di San Romano del 1432.
Dopo il 1492 Montopoli in Val d'Arno Ŕ coinvolta nelle alterne vicende della discesa in Italia dei francesi di Carlo VIII, della Repubblica Fiorentina, della restaurazione dei Medici. Il principale filo conduttore per la storia del castello in questo periodo continua ad essere il coinvolgimento nella zuffa mai domata fra Firenze e Pisa, che si traduceva anche in colpi di mano ricorrenti, inferti e ricevuti nel circondario pi¨ prossimo. Dopo le invasioni spagnole in Italia nel 500, Montopoli in Val d'Arno si trov˛ ad affrontare nuove e tremende lotte contro le spaventose epidemie di peste che facevano strage della popolazione riducendola fino a un terzo di quella preesistente. Un succedersi di carestie e pestilenze turb˛ gravemente il castello anche nel '600, e dobbiamo arrivare alla seconda metÓ del '700, all'avvento dei Lorena nel Granducato di Toscana, per vedere un rifiorire dell'agricoltura, delle industrie e dei commerci. Montopoli in Val d'Arno affront˛ quindi la calata delle truppe di Napoleone, che provoc˛ non piccoli disastri, ma d'altro canto divulg˛ le nuove idee che avrebbero improntato la storia pi¨ recente. Dopo di che Montopoli in Val d'Arno seguý le sorti del Granducato di Toscana e poi dell'Italia costruita nel Risorgimento.
L'800 e la prima parte del '900 videro i montopolesi all'opera per impiegare al meglio le risorse naturali, e intenti a sviluppare la propria inclinazione all'artigianato e al nascere delle prime industrie "moderne". La vocazione agricola Ŕ ancora fondamentale, e le antiche case nobili del Castello vengono trasformate e modernizzate per fungere da abitazione e ufficio per i proprietari terrieri e i professionisti. Molti vecchi palazzi divennero residenze per la villeggiatura di persone di varia provenienza, attirati dalla serenitÓ della campagna, dal clima salutare e dalle acque minerali di cui era dotato il territorio. Si veniva cosý progressivamente disfacendo il Castello Insigne, che subý il suo danno pi¨ recente dagli eventi della seconda guerra mondiale, quando fu abbattuta l'alta torre della rocca di Montopoli.

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