Val di Fassa

Gruppi montuosi

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Marmolada - Viene chiamata "la Regina" ed infatti è l'assoluta sovrana delle Dolomiti. Il massiccio della Marmolada si presenta imponente e compatto, costituito da calcare grigio, liscio, molto ricco di fossili ed è suddiviso in due blocchi dalla forcella Marmolada. A ovest il gruppo del Vernel che ha nel Gran Vernel (3210 m) la sua cima più alta. Ad est rispetto alla forcella Marmolada inizia una lunga cresta con pareti altissime che precipitano sui ghiaioni sottostanti. La cresta ad ovest termina in corrispondenza con la Punta Penia (3343 m) che costituisce il punto più alto della Marmolada e di tutte le Dolomiti. La cresta che si innalza ad est di Punta Penia è Punta Rocca (3309). Poco più in basso a quota 3250 m si trova la stazione di arrivo della funivia, suddivisa in tre tronconi che sale da Malga Ciapela (1450 m) passando per la forcella Serauta. Di qui la cresta montuosa del gruppo della Marmolada prosegue fino ai 3069 m del Serauta. Sul lato settentrionale della Marmolada si trova il ghiacciaio che occupa un'ampia conca compresa tra Punta Penia e Punta Serata. La base del ghiacciaio è delineata da tre imponenti speroni rocciosi: il Col dei Bous (2494 m), il Sasso delle Dodici (2723 m) ed il Sasso delle Undici. Un'ulteriore lingua di ghiaccio perenne si trova fra il Gran Vernel e la cresta nord di Punta Penia: il ghiacciaio del Vernel. Ai piedi del massiccio della Marmolada si trova il lago del Fedaia: un bacino artificiale lungo quasi 2 km e largo oltre 500 m. Il toponimo Marmolada, in ladino "Marmolèda", deriva dal nome latino marmor = marmo, nome con il quale gli antichi Ladini indicavano non solo la montagna con i ghiacciai lucenti, ma anche le rocce chiare come il marmo.
Latemar - Circa 20 milioni di anni fa il Latemar emergeva dal mare prendendo la forma di un enorme anfiteatro naturale, i resti dell'antico atollo corallino. Così emerse la sua complessa struttura nella quale alla prevalente massa calcarea e dolomitica si aggiunsero filoni di roccia vulcanica iniettati nel substrato carbonatico dominante e argille ricche di ferro dal caratteristico colore rossastro. La sua superficie divenne teatro di un lento ed intenso modellamento dal quale si generarono le bizzarre increspature dell'anello più alto che si snoda attorno all'anfiteatro ovvero la bellissima selva di torrioni che si affaccia sul lago di Carezza. Il Latemar che, da sempre di grande interesse per i geologi che alle sue rocce hanno dedicato importanti studi, affascina per la varietà delle sue forme, per la fragilità della sua pietra, per la dimensione fiabesca delle sue guglie, dei suoi campanili delle tante torri simili ad enormi sculture di pietra.
Gruppo dei Monzoni - Si estente fra il passo delle Selle ad est e la forcella della Costella ad ovest restando compresa fra la cresta di Costabella ed il gruppo della Vallaccia. L'Alta Via "Federspiel" ne percorre l'intero sviluppo, stando sempre sul filo della cresta sfruttando i camminamenti ed i sentieri realizzati durante la Iª Guerra Mondiale. La roccia intrusiva principale è la monzonite (o monzogabbro). Per la peculiarità dei fenomeni geologici e soprattutto per la ricchezza di minerali e cristalli che vi si possono trovare, i Monzoni sono da sempre tra le mete di ricerca più ambite da parte di studiosi ed appassionati di rocce e minerali.
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