UmbriaLa storia e le sue vestigia
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L’alleanza viene sigillata con la creazione di grandi opere pubbliche, come la Via
Flaminia (220), che collegava Roma con Ariminum e l’alto Adriatico e con la concessione agli Umbri, nel 90 a.C., dello stato
di cives romani. Numerose sono ovunque le testimonianze di epoca romana: a Perugia, Assisi, Foligno, Gubbio, Todi, Spoleto,
Narni, Terni ma anche in centri minori con Bevagna, Spello, Collemancio (Hurvinum Hortense), Carsulae, nella zona di
Sangemini. Si trovano anche diffuse su tutto il territorio numerose ville romane, tra cui quella di Plinio il Giovane, vicino a Città
di Castello. Il cristianesimo trovò terreno fertile in Umbria, nel VI secolo d.C.: già, infatti, mentre la regione, come tutto il resto
della penisola, era percorsa e devastata da orde barbariche, erano state create 21 diocesi. Erano un punto di riferimento per le
popolazioni locali, decimate dalle guerre e dalle invasioni: furono il punto di partenza per la costruzione dei primi edifici di culto,
come la chiesa di Sant’Angelo edificata a Perugia tra il V e il VI secolo, l’abbazia di San Pietro in Valle presso Ferentillo,
costruita nell’VIII secolo, la piccola basilica di Sant’Eufemia a Spoleto
del X-XII secolo.
Questi anni di storia sono confusi e complessi. Barbari e Bizantini si contendono il possesso della penisola con sorti alterne,
l’Umbria viene devastata da sanguinosi scontri, scoppiano pestilenze, l’economia della regione si impoverisce. Emergono, nel
vuoto del potere civile, figure di vescovi, che prendono nelle loro mani le responsabilità del governo delle città e vengono
riconosciuti capi naturali, religiosi e civili dalla popolazione.
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