Venezia

Storia

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All'inizio erano famiglie potenti che avevano preferito la continuità dei traffici mercantili con Bisanzio alle insicure sorti della dominazione longobarda. Poi furono ancora commercio e profitto a dettare le regole della convivenza coatta su così poca terra. Venezia diventò una unica, grande società commerciale marittima. Il Doge, il Consiglio dei Dieci, il Senato, servivano ad ampliare i mercati, ad eliminare gli ostacoli, a regolamentare le iniziative individuali. Veniva usata la forza ma era più utile, e più economico, usare la giustizia e la diplomazia. E mentre altrove i regimi si modificavano, a Venezia si comprese che il potere poteva essere mantenuto inalterato solo se usato nell'interesse di tutti.
Quindi ogni carica era elettiva, e ruotava tra i membri delle molte famiglie nobili. Mai nello stesso posto per troppo tempo, era la norma. Non democrazia, ma una oligarchia su una base sufficientemente ampia da non creare pericolose situazioni politiche. La fonte di ogni risorsa continuò ad essere il mare, solcato due o quattro volte l'anno dalla flotta di Stato che commerciava, combatteva e tornava a commerciare. Venezia aveva bisogno di un simbolo e se lo procurò alla sua maniera: due mercanti, Rustico da Torcello e Buono da Malamocco "prelevarono" la salma di San Marco ad Alessandria d'Egitto e, nascosta sotto carne di maiale, la portarono a Venezia nell'828. La Repubblica poteva vantare quindi un evangelista per patrono e un leone come simbolo. Ma questo leone teneva il suo libro - "Pax tibi Marce evangelista meus" - aperto con gli amici, mentre ai nemici lo mostrava chiuso, e digrignava la bocca.
Venezia pretese e ottenne per il suo vescovo la cattedrale patriarcale, ma questa ebbe sempre sede fuori dalle "mura" cittadine, nella lontana isola di Olivolo – oggi San Pietro di Castello – ad est della città. Il massimo tempio cristiano, la bizantina basilica di San Marco, sfolgorante di marmi preziosi e di mosaici, altro non era che la cappella dei Dogi. Pur se cattolicissimi, i veneziani non amarono mai molto il clero, temendo, per suo mezzo, le intromissioni papaline. Anche perché il vescovo di Roma era un loro accanito concorrente commerciale e, sovente, un fiero avversario politico e militare.
Le quattro anime della città, spirituale, militare, politico-amministrativa e commerciale erano situate lungo uno stesso asse, da est ad ovest, in quattro nuclei collegati ma distinti: Olivolo (San Pietro di Castello), sede del Patriarca, l'Arsenale con la sua milizia e i cantieri navali, San Marco con il Palazzo Ducale e gli apparati dello Stato e infine Rialto, sede delle attività commerciali.