Venezia

Storia

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L'Arsenale fu visitato da Dante che ne rimase talmente impressionato da descriverlo diffusamente nel canto XXI dell'Inferno. In effetti si trattava della più grande "fabbrica" di tutto il Medio Evo, organizzata in modo assai moderno, con metodi di costruzione a catena di montaggio che permettevano di realizzare galere e cocche in tempi brevissimi. Da qui uscivano le navi dei convogli che avrebbero fatto rotta per l'Egeo, il Mar Nero, la Palestina e la Fiandra con a bordo soldati, rematori, mercanti e merci.
All'arrivo delle flotte stagionali, il mercato di Rialto brulicava di uomini d'affari di mezzo mondo, banchieri e merciai, grossisti di cereali e di cotone. L'oro e l'argento venivano scambiati con pepe e cannella, i broccati siriani con le stoffe inglesi. Nelle botteghe si usava la partita doppia, la cambiale, la polizza di carico. L'antica Rivo Alto si trasformò rapidamente in Rialto: altrettanto rapidamente le casupole di legno e canne divennero palazzi. Si usarono le antiche pietre di Oderzo e di Heraclia, di Altino e di Torcello. Poi, con ogni carico delle navi che tornavano dal Levante, vennero a Venezia marmi siriani e alessandrini, greci e turchi.